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Secondo Mona spa

Industria

Industria Secondo Mona spa DENOMINAZIONE SOCIALE | Secondo Mona spa FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Industria aereonautica, meccanica, elettromeccanica ed elettronica in genere INDIRIZZO | Via Carlo Del Prete 1 | 21019 | Somma Lombardo (VA) CONTATTI | T. 0331-756111 | F. 0331-252334 | www.secondomona.com L’avvio dell’attività e i suoi primi sviluppi (1903-1939) Nel 1903, Secondo Mona, figlio di Coronato e Giovanna che conducono una piccola attività di tessitura, apre di fronte al Castello visconteo di Somma Lombardo, in piazza d’Armi, una bottega per la costruzione, riparazione e vendita di cicli e motocicli . L’attività si sviluppa rapidamente, grazie al progresso in campo meccanico e dei trasporti. Dapprima nel settore dell’automobile, che vede Secondo Mona occuparsi della manutenzione delle vetture del marchese Visconti, divenendo poi esclusivista della marca FN Fabrique Nationale); successivamente in quello dell’aereonautica. Il territorio livellato favorisce le sperimentazioni in questo campo. Cascina Malpensa, isolata, utilizzata fino ad allora per manovre di cavalleria militare, garantisce la segretezza necessaria durante gli esperimenti: qui nel 1910 Gianni Caproni costruisce il suo primo hangar. Poco lontano anche Giovanni Agusta inizia a costruire biplani, nel 1913 a Varese nasce l’impresa aeronautica Macchi e sulle rive del Lago Maggiore, a Sesto Calende partono già gli idrovolanti della S.I.A.I (Società Idrovolanti Alta Italia) progettati dall’Ing. Tonini e, successivamente, dall’Ing. Conflenti. In tale contesto Secondo Mona svolge la sua attività che nel frattempo si amplia alla riparazione e costruzione di qualsiasi tipo di apparecchi elettrici e motori. Nel 1909 Secondo Mona assiste, insieme a Caproni, a Brescia, al primo Circuito aereo internazionale ed entra definitivamente in contatto con quello che sarà il suo mondo professionale. Dal 1913 inizia ad occuparsi della riparazione di motori aeronautici e dei sistemi di bordo, sviluppando molto presto un’attività di produzione di componenti diversi di aeroplano. Caproni gli affida compiti di primo piano quali la produzione di serbatoi per benzina in lega leggera, radiatori e pompe a stantuffo. Alla vigilia della Prima guerra mondiale, Secondo Mona si è già ritagliato un posto di rilievo nel panorama aeronautico locale. Nel 1916 con l’ampliamento delle attività e l’aumento delle maestranze provenienti da tutta la zona circostante, compresa la parte piemontese al di là del Ticino e del Lago Maggiore, l’impresa si trasferisce in una nuova sede, sempre a Somma Lombardo, in località Mezzana. Negli anni venti, avvia la sua prima collaborazione internazionale con l’impresa francese Albert Moulet per la produzione di impianti carburante. Frutto di questa collaborazione sarà ad esempio una pompa meccanica che equipaggia l’S.64, aereo con il quale i piloti Arturo Ferrarin e Carlo Del Prete compiono il primo collegamento aereo con il Brasile. La Secondo Mona partecipa, infatti, negli anni venti e trenta a molte imprese aviatorie: circuiti di alta velocità, record di velocità, trasvolate atlantiche. Nel 1925 l’impresa è iscritta come ditta individuale alla Camera di commercio di Varese. Anche se l’impresa si specializza sempre più nella produzione di equipaggiamenti aeronautici, parallelamente si continua in una decisa politica di diversificazione dei prodotti. La Secondo Mona, ad esempio, diviene la prima ditta italiana per la costruzione di macchinari per calzature (comprese le prime macchine per l’allestimento delle calzature in serie) ottenendo alla mostra di Fiume del 1926 la medaglia d’oro e il primo premio nella specifica sezione. La produzione si estende però anche a macchine per cartotecnica, edilizia e sugherifici: la Supermiat, poi denominata nel suo modello più avanzato “Supermatic”, è una macchina che consente la produzione di seimila tappi di sughero l’ora e che conosce una diffusione e un successo di vendita internazionali. Secondo Mona si avvale ormai per la gestione dell’amministrazione della presenza della moglie, Marina Vanelli e del fratello di lei, il direttore amministrativo Alberto Vanelli. Dal 1940 al 1962 Durante la Seconda guerra mondiale le assunzioni arrivano a sfiorare quota 800 dipendenti, massimo storico per l’impresa. Nel 1943 la fabbrica viene occupata dai tedeschi, tuttavia l’ottima conoscenza della loro lingua da parte di Bruno Mona, figlio di Secondo, laureatosi nel 1932 al Politecnico di Zurigo e da qualche anno impegnato nell’impresa di famiglia, fa sì che le maestranze possano godere di una certa tranquillità. Nel 1945 muore Secondo Mona e l’impresa passa agli eredi: la moglie Marina Vanelli e il figlio Bruno ne proseguono l’attività come società di fatto “Mona Secondo”. Nel 1946 Bruno Mona, aiutato della Banca Alto Milanese di Busto Arsizio, costituisce parallelamente la società “Secondo Mona – officine meccaniche costruzioni aeronautiche fonderie spa” con sede a Milano. Bruno Mona si trova, quindi, improvvisamente, ad avere la responsabilità dell’intera azienda in un periodo difficile. Le regole imposte all’Italia dall’armistizio non consentono all’impresa di proseguire nel settore aereonautico, se non limitatamente a collaborazioni con l’Aeronautica militare per delle riparazioni. La situazione non facile induce quindi a puntare nuovamente sulla diversificazione della produzione. Il settore motociclistico, in particolare, assorbe molto lavoro grazie alla costruzione di corpi motore, cilindri, bielle, forcelle telescopiche per la Guzzi e la Motom. Anche per il settore automobilistico si producono pompe autoregolatrici con le quali vengono equipaggiate automobili da competizione dell’Alfa Romeo, della Lancia, della Ferrari e della Maserati. Si sviluppa, inoltre, una linea di prodotti rappresentata dal reparto cartotecnico: stampe a mano, stampe a macchina, stampe a pressione, per inchiostro, per doratura, macchine rotocalco da foglio a uno o più colori. In ultimo, si avvia anche la produzione di componenti di precisione per la Ibm, l’Olivetti e la Rimoldi. Accanto a questa grande diversità di prodotti, a partire dalla metà degli anni cinquanta riprendono le prime attività di progettazione e di equipaggiamento in campo aeronautico. Uno dei primi progetti, ad esempio, è il DO27, il Dornier27, un aereo leggero che ha avuto una grande diffusione in tanti paesi del mondo. L’impresa, che da sempre dà il suo contributo ad attività sociali locali, finanzia interamente, in questi anni, l’asilo di Somma Lombardo che porta ancora oggi il nome di Secondo Mona. Dal 1963 al 1989 Nel 1963 la società di fatto “Mona Secondo” cessa definitivamente la propria attività. Nel 1965 il consiglio di amministrazione della “Secondo

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Isotessile

Industria

Industria Isotessile DENOMINAZIONE SOCIALE | Isotessile srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Produzione di laminati plastici termoindurenti e di isolanti elettrici INDIRIZZO | Via Piave 6 | 21019 | Somma Lombardo (VA) CONTATTI | T. 0331-256314 | F. 0332-252936 | www.isotessile.it L’avvio dell’attività (1939-1966) Negli anni venti del Novecento, Giovanni Perier, francese, giunge a Somma Lombardo come tecnico presso la ditta Itala – in seguito Itala-Pirelli – fabbrica produttrice di tubi flessibili ad alta pressione. Stabilitosi in Italia, avvia alla stessa professione il figlio, Luciano, che affianca e poi sostituisce il padre nella medesima azienda. Nel 1939, per soddisfare le esigenze di semilavorati necessari alla Itala-Pirelli, Luciano fonda la ditta individuale Isotessile costruendo lo stabilimento in un terreno prospiciente all’Itala. La società, amministrata da Luciano Perier , produce carte e tele oleate isolanti e nastri sterlingati (nastri in cotone o seta, impregnati di una particolare vernice, “sterling” appunto, che li rende isolanti elettrici per gli avvolgimenti di bobine di rame). Nel 1950 i fratelli Maurizio e Luciano Perier chiudono la ditta del padre e costituiscono la Isotessile srl proseguendone l’attività. Già nel 1951 l’impresa ha due rappresentanti con relativo deposito a Genova e a Torino e apre un proprio magazzino a Milano. Dal 1952 la produzione si amplia a lastre in tela e carta bakelite dai molteplici utilizzi. Le lastre in carta impregnata di resina fenolica, per le ottime proprietà isolanti, vengono utilizzate per la creazione di circuiti stampati e quadri elettrici. Con tessuto di puro cotone, ugualmente trattato con resina fenolica, si producono lastre e tubi di elevata resistenza meccanica. Dalle lastre, prodotte in svariati spessori, si ricavano particolari tagliati e torniti destinati a diversi impieghi come, ad esempio, gli ingranaggi utilizzati nei telai tessili. Infatti, alternando in uno stesso telaio ingranaggi metallici e in tela bakelite, si ha il vantaggio di aumentarne considerevolmente la silenziosità. I tubi di tela bakelite vengono spesso impiegati per costruire boccole per assi portaelica e per creare snodi per vagoni ferroviari e tram. Tra i clienti più importanti dell’impresa vi sono le Ferrovie dello Stato, l’Ansaldo e la Gte telecomunicazioni. Le vernici sterling e le resine impiegate dalla Isotessile sono tutte prodotte internamente. L’attività dagli anni sessanta agli anni novanta (1967-1989) Nel 1967, alla scomparsa di Luciano Perier, la guida dell’impresa è assunta da Sergio Garzonio genero di Luciano. Garzonio, perito chimico, abbandona la propria attività di produzione di calze per dedicarsi alla amministrazione dell’Isotessile. Sotto la sua guida, fra la metà degli anni sessanta e gli anni settanta, l’impresa vive il suo momento di massima espansione e arriva a contare 30 dipendenti. Nel 1974 Rudi Garzonio, figlio di Sergio, dopo la scuola di ragioneria e il servizio militare, affianca il padre nella gestione della produzione, esperienza che gli permette di conoscere a fondo i processi di lavorazione e che metterà a frutto nella conduzione dell’impresa. Negli anni ottanta, in seguito alle prime legislazioni antinquinamento, la società si dota di un post-combustore per ridurre le emissioni e decide di abbandonare la produzione ad uso interno delle resine per evitare l’onerosa costruzione di un depuratore per le acque di scarico. Nel 1984, Rudi Garzonio si sposa con Giovanna Picone che coinvolge nell’attività di amministrazione dell’impresa. Dagli anni novanta ad oggi (1990-2008) A partire dai primi anni novanta si verifica una contrazione del lavoro. La ragione risiede principalmente nel calo di produzione delle stesse aziende acquirenti: il numero dei clienti rimane invariato, ma il fabbisogno di tela e carta bakelite diminuisce. A ciò si aggiunge la concorrenza dei paesi asiatici, India e Cina soprattutto, cui l’Isotessile tenta di tenere testa puntando sulla qualità del prodotto, sulla rapidità di consegna e sui servizi di assistenza al cliente, ambiti in cui i produttori asiatici non possono competere. L’Isotessile, pur non avendo certificazioni di qualità ufficiali, punta su una qualità di fatto che cerca di proteggere con la rintracciabilità del prodotto. La volontà di creare particolari copertine alle lastre con il marchio Isotessile, in modo da riconoscerle anche una volta tagliate e lavorate, incontra l’opposizione dei rivenditori che temono di essere scavalcati dalle imprese acquirenti rendendo manifesta l’origine delle lastre comprate. Resta allora, come punto di forza dell’impresa, la possibilità offerta ai clienti di produrre lastre con spessori e dimensioni fuori standard – in modo da soddisfare ogni esigenza e qualsiasi urgente necessità – con una consegna del prodotto in tempi strettissimi. Nel 2003, Rudi Garzonio sostituisce il padre Sergio nel ruolo di amministratore. L’impresa oggi conta 8 dipendenti. Le figlie di Rudi Garzonio stanno completando il loro iter formativo per cui il problema della successione per il momento non si presenta. Negli anni venti del Novecento, Giovanni Perier, francese, giunge a Somma Lombardo come tecnico presso la ditta Itala – in seguito Itala-Pirelli – fabbrica produttrice di tubi flessibili ad alta pressione. Stabilitosi in Italia, avvia alla stessa professione il figlio, Luciano, che affianca e poi sostituisce il padre nella medesima azienda. Nel 1939, per soddisfare le esigenze di semilavorati necessari alla Itala-Pirelli, Luciano fonda la ditta individuale Isotessile costruendo lo stabilimento in un terreno prospiciente all’Itala. La società, amministrata da Luciano Perier , produce carte e tele oleate isolanti e nastri sterlingati (nastri in cotone o seta, impregnati di una particolare vernice, “sterling” appunto, che li rende isolanti elettrici per gli avvolgimenti di bobine di rame). Nel 1950 i fratelli Maurizio e Luciano Perier chiudono la ditta del padre e costituiscono la Isotessile srl proseguendone l’attività. Già nel 1951 l’impresa ha due rappresentanti con relativo deposito a Genova e a Torino e apre un proprio magazzino a Milano. Dal 1952 la produzione si amplia a lastre in tela e carta bakelite dai molteplici utilizzi. Le lastre in carta impregnata di resina fenolica, per le ottime proprietà isolanti, vengono utilizzate per la creazione di circuiti stampati e quadri elettrici. Con tessuto di puro cotone, ugualmente trattato con resina fenolica, si producono lastre e tubi di elevata resistenza meccanica. Dalle lastre, prodotte in svariati spessori, si ricavano particolari tagliati e torniti destinati

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