Industria Saporiti srl DENOMINAZIONE SOCIALE | Saporiti srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Progettazione, costruzione e installazione di macchine utensili INDIRIZZO | Via dei Patrioti 58 | 21058 | Solbiate Olona (VA) CONTATTI | T. 0331-649196 | F. 0331-643136 | www.saporit.it Ditta individuale Carmelo Saporiti (1946-1970) Carmelo Saporiti, nato nel 1907 a Solbiate Olona, è un esperto operaio quando nel 1946 si mette in proprio e costituisce una ditta individuale per eseguire lavorazioni meccaniche. La sua esperienza tecnica proviene da anni di lavoro nelle grandi imprese di Milano, Busto Arsizio e Legnano, mentre sul piano imprenditoriale Carmelo è da poco uscito da una società costituita nel 1941 a Legnano con i signori Perico e Parini. Per liquidare la propria partecipazione, Saporiti porta con sé alcuni macchinari e li installa in via Matteotti a Solbiate Olona, dando così inizio alla propria attività nella cascina di proprietà della moglie Eleonora Filippini, dove i due si trasferiscono con il figlio Silvano nato nel 1935. In pochi anni il laboratorio assumedimensioniragguardevoli, arrivando ad impiegare 14 operai e una forza elettrica di 9 cavalli. Nel dopoguerra il mercato assorbe grandi quantità di macchinari per l’industria e la Saporiti si inserisce nell’espansione producendo torni e altri utensili. Laproduzione è destinata inizialmente all’Italia e dagli anni cinquanta anche all’estero: Germania, Stati Uniti, Messico, India e Sudafrica. Nell’impresa di Carmelo è impegnata da tempo anche la moglie Eleonora come dattilografa e segretaria e l’assunzione della prima impiegata avviene quando l’impresa ha già più di 25 operai. Nel 1957 Saporiti si trasferisce nell’attuale sede in via dei Patrioti, dove viene costruito un primo capannone che consente un ulteriore aumento dell’organico e una distribuzione più razionale degli spazi di produzione. Anche la nuova abitazione della famiglia Saporiti viene costruita adiacente all’industria. Alla fine degli anni cinquanta fa il suo ingresso nel nuovo stabilimento il figlio Silvano che ha conseguito all’Istituto Feltrinelli di Milano il diploma di perito meccanico e sta per completare il corso di laurea in ingegneria al Politecnico. Terminati gli studi, per alcuni anni Silvano è impegnato nell’insegnamento di meccanica, macchine e tecnologia presso l’Itis Bernocchi di Legnano. L’espansione del settore fino agli anni settanta favorisce in primo luogo i rivenditori di macchine utensili che mediano la relazione tra le aziende produttrici come la Saporiti e le industrie che comprano e utilizzano i macchinari.La politica messa in atto dai commercianti tende a comprimere i prezzi mettendo i fabbricanti in concorrenza tra loro e a sottovalutare l’importanza del servizio tecnico offerto ai clienti. I prodotti non portano nemmeno il marchio del produttore, ma sono venduti con un nome commerciale: le macchine della Saporiti, ad esempio, si chiamano Vampire, Super-Vampire e Comet. In seguito ad un’esperienza drammatica – nel 1963 la Saporiti si vede annullare un corposo ordine da un rivenditore – l’impresa corre ai ripari ridimensionando drasticamente l’organico e decidendo per il futuro di impegnarsi nella vendita diretta dei propri macchinari ai clienti industriali . La ristrutturazione, gestita da Carmelo con l’apporto determinante di Silvano è lunga e faticosa: nel corso degli anni sessanta i dipendenti scendono da 30 a 10 persone, per poi ridursi ulteriormente nei primi anni settanta. La produzione nello stesso periodo cala da 6 a 3 torni al mese. Il passaggio generazionale alla guida della società vede avvicendarsi due persone con tratti caratteristici ben distinti: Carmelo, formatosi nel lavoro, ha un approccio empirico nell’affrontare e risolvere i problemi tecnico-produttivi e ha una disposizione ottimistica che lo espone a brutte sorprese nel campo dei rapporti commerciali. Silvano, che negli studi ha maturato alte competenze nel disegno e nel calcolo, è più portato alla progettazione minuziosa e nelle scelte imprenditoriali si dimostra più pragmatico e prudente. Saporiti Costruzioni Meccaniche (1971-1992) Nel 1971 viene decisa la cessazione della ditta individuale con la costituzione di una società di fatto in cui Carmelo e Silvano sono soci con il 51 e il 49%, anche se è il figlio che da allora assume a tutti gli effetti la direzione delle attività. Assieme a Silvano, concentrato nella progettazione, si impegnano nella gestione amministrativa e commerciale la moglie Gabriella Brunelleschi, che subentra a Carmelo come socio dopo la sua morte nel 1980, e il padre di lei Fernando, in pensione dopo una carriera come impiegato della Pirelli. La nuova politica commerciale di relazione diretta con le imprese viene perseguita anche con l’impiego del marchio Saporiti sulle macchine, per dare maggiore visibilità al produttore. Superato il momento di maggiore difficoltà e attivati i canali per la vendita diretta, Silvano decide di non puntare sulla crescita dimensionale e sull’incremento della produzione ma di investire nella personalizzazione dei prodotti. Offre macchine più complesse dei torni paralleli per la lavorazione del metallo che rappresentavano il prodotto principale fino a tutti gli anni sessanta. I macchinari di maggiore successo per il rilancio della società diventano i torni a fresare, utilizzati per la filettatura delle viti per l’estrusione della plastica, industria che nel territorio di Varese è allora in forte sviluppo. In questi anni un freno all’espansione dell’impresa è rappresentato da un vincolo edilizio sull’area attorno al capannone, che per anni impedisce la costruzione di nuovi reparti. Mantenendo stabile la propria capacità produttiva, il numero di macchine realizzate diminuisce con il crescere della loro complessità e del loro valore unitario. A partire dagli anni novanta, quando inizia un restringimento del credito bancario, la capacità di esposizione finanziaria diventa un fattore determinante e la società inizia ad impiegare gli utili generati per sostenere lo sforzo produttivo. La produzione della Saporiti prosegue concentrata su prodotti altamente specializzati e destinati ad un mercato molto ristretto. Per consolidare e cercare di ampliare i propri sbocchi commerciali l’impresa deve cercare di essere presente a livello globale. A dare maggior respiro alla dimensione commerciale della Saporiti è l’ingresso nell’organizzazione di Sabrina, figlia di Silvano e Gabriella, che dalla fine degli anni ottanta comincia a seguire regolarmente le fiere specializzate sparse nel mondo, dalla Cina, alla Germania, agli Usa. In quegli anni Sabrina sta studiando ingegneria aerospaziale ma prima di