Industria Riganti spa DENOMINAZIONE SOCIALE | Riganti spa  FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Stampaggio a caldo dell’acciaio e lavorazioni meccaniche INDIRIZZO | Via Vittorio Veneto 1 | 21048 | Solbiate Arno (VA) CONTATTI | T. 0331-988600 | F. 0331-988699 | www.riganti.com Dalla fucina all’industria (1891-1940) Innocente Riganti di Giuseppe nasce a Solbiate Arno nel 1867. Nel 1891 inizia, in quella che sarebbe diventata poi la via Vittorio Veneto, l’attività artigiana di fucinatura per la produzione di attrezzi agricoli (aratri, pale, picconi) e fonda una propria ditta individuale. Dal matrimonio con Maria Grandi nascono sette figli tra cui Emilio che affiancherà Innocente nella conduzione dell’impresa. Il contesto locale, caratterizzato dalla presenza di storiche imprese di stampaggio, come Grandi e Longhini, stimola l’abile e intraprendente Riganti a sviluppare l’attività. Nasce quindi alla fine del secolo la società “Innocente Riganti e C.”, mentre l’officina si trasferisce in un più ampio capannone di Solbiate Arno, nei pressi del quale sorge l’abitazione della famiglia, una palazzina di inizio Novecento ancora oggi esistente. La Riganti aumenta via via la produzione, passando decisamente alla fase dello sviluppo industriale. I prodotti si rivolgono a una platea differenziata di clienti: dalle numerose industrie della zona, soprattutto tessili, alle compagnie ferroviarie, ai cantieri navali. Nel 1911 l’impresa assume la denominazione “Officine meccaniche Innocente Riganti ” e aderisce alla neonata Assonime, Associazione fra le società italiane per azioni. L’espansione produttiva porta al rapido aumento dei dipendenti, che già nel 1915 raggiungono le 150 unità. Rimasto vedovo, Innocente si sposa con Maria Macchi e da questo matrimonio nascono Nanda, Carlo e Giuseppe, detto Pino. Sospinto dal padre, Emilio studia ingegneria meccanica in Germania e nel 1915 inizia a svolgere le funzioni di direttore tecnico dell’azienda. Nel 1926, con la costituzione della società anonima, è nominato consigliere delegato, affiancando il padre presidente. Nel 1927 nasce Innocente, detto Tino, il primo figlio di Emilio, seguito nel 1929 da Franco. Nell’impresa lavorano quasi 220 operai, fucinatori e stampatori, attratti anche dall’area bergamasca e bresciana, mentre i tecnici vengono reclutati a Varese e Gallarate. I profondi effetti recessivi conseguenti alla crisi del 1929, particolarmente pesanti per l’industria metalmeccanica forte utilizzatrice di ferro e acciaio, costringono la società Riganti a richiedere il concordato preventivo. Il periodo di difficoltà e incertezza si protrae sino al 1936 e viene superato con il ricorso al prestito finanziario dell’Istituto mobiliare italiano. Tre anni dopo, nel 1939, muore Innocente Riganti, che era stato podestà del Comune di Solbiate Arno, iniziando una tradizione di famiglia proseguita poi dal figlio Emilio, anche lui nominato podestà nel periodo fascista. I problemi successori legati alla morte di Innocente, padre di dieci figli, vengono risolti al meglio, con la liquidazione delle figlie femmine ed evitando l’insorgere di nuovi scompensi finanziari. La conduzione dell’impresa passa quindi ai due figli maschi, con Emilio nel ruolo di presidente e Pino in quello di amministratore delegato. Nel 1940 il capitale sociale aumenta da uno a due milioni di lire. Magli e linee elettriche (1941-1960) Durante la Seconda guerra mondiale, la Officine Riganti, che a differenza di altre imprese della zona non fabbrica armi, contrae la produzione e le ore lavorate. Nello stesso tempo gli aumenti salariali e i prezzi non più remunerativi praticati ai vecchi clienti portano a un nuovo deficit di bilancio, che tuttavia non si traduce in crisi finanziaria ed economica. Nel dopoguerra, sotto la guida di Emilio e Pino – il primo preposto alla parte tecnologica e il secondo a quella amministrativa – l’impresa torna a crescere, cogliendo le opportunità offerte dallo sviluppo dei mezzi di trasporto e soprattutto dall’elettrificazione del paese. A partire dai primi anni cinquanta, la società Riganti inizia infatti a produrre equipaggiamenti per le linee elettriche ad alta tensione e si afferma rapidamente come impresa leader in Europa, fornendo morsetteria ai maggiori produttori di energia elettrica italiani (Enel, Sae, Sadelmi) ed esteri sparsi in Europa, Sud America e Africa. Tino e Franco Riganti interrompono gli studi universitari, il primo in ingegneria e il secondo in economia e commercio, e affiancano i loro padri in azienda. Nel 1953 la gestione del patrimonio immobiliare dell’impresa viene separata da quella produttiva. La prima prosegue sotto il cappello della società per azioni, è seguita operativamente da Pino e partecipata, in termini azionari, da sua moglie Ester Alemanno. La seconda dà invece luogo alla costituzione della società in accomandita semplice Officine Innocente Riganti. Alla fine del decennio Tino e Franco entrano nei consigli di amministrazione delle società , unici rappresentanti della terza generazione, in quanto il loro zio Pino non ha avuto figli. Nel 1960 nasce la società immobiliare per azioni Innocente Riganti, presieduta da Tino, che nello stesso anno, impegnato in politica oltre che in azienda, viene eletto nelle liste democristiane consigliere comunale di Solbiate Arno. La grande crescita (1961-1980) Nel 1962 muore Emilio Riganti, lasciando il fratello Pino alla guida delle Officine meccaniche. Questi, senza figli, decide di trasferire le proprie quote societarie ai nipoti Tino e Franco, che alla morte prematura dello zio, avvenuta nel 1967, assumono il comando dell’azienda. Nel 1968 Tino Riganti è eletto sindaco di Solbiate Arno, una carica ricoperta sino al 1975, durante la quale promuove tra l’altro la metanizzazione del paese, che porta a una netta riduzione dei fumi industriali. Con l’esaurirsi del processo di elettrificazione dell’Italia e degli altri paesi evoluti, l’attività di produzione di morsetteria conosce una progressiva contrazione , finché il relativo ramo d’azienda viene ceduto. Ciò consente ai fratelli Riganti di concentrare maggiormente gli investimenti sul business storico dell’azienda, quello della forgiatura dei metalli per la produzione di parti meccaniche (bielle, ingranaggi, giunti, valvole, ecc.). All’inizio degli anni settanta, il Solbiatese presenta le caratteristiche di un vero e proprio polo industriale specializzato nello stampaggio degli acciai. Al suo interno operano numerose imprese di minori dimensioni, nate dall’intraprendenza di operai specializzati che, favoriti dal ciclo economico positivo, si mettono in proprio. L’aumento della concorrenza spinge Tino e Franco a dotare l’azienda di un’adeguata organizzazione commerciale , seguita direttamente o appoggiata su una rete