Industria Mole Abrasivi Ermoli DENOMINAZIONE SOCIALE | Mole abrasivi Ermoli srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | La fabbricazione ed il commercio di mole abrasive ed altri prodotti abrasivi fabbricati in ogni tipo di materiale atto allo scopo INDIRIZZO | Via Cairoli 4 | 21046 | Malnate (VA) CONTATTI | T. 0332-425114 | F. 0332-426742 | www.ermoli.it La nascita dell’impresa (1882-1925) Gaetano Ermoli, nel 1882, avvia una attività per la realizzazione delle mole abrasive a Malnate, in uno stabilimento in via Cairoli ove è collocata anche la residenza. Inizialmente sfrutta la pietra arenaria, chiamata molera, proveniente da cave affittate in località Malnate e Cantello e usata sia nell’edilizia sia per la realizzazione di mole da frantoio . In seguito si passa alla produzione di mole a smeriglio, utilizzando una pietra naturale proveniente dalle miniere dell’isola greca Naxos. Agli inizi del Novecento l’impresa di Ermoli, ormai denominata “Industria italiana dello smeriglio” consegue un importante riconoscimento: la medaglia d’oro all’Esposizione di Torino del 1911. Le mole abrasive hanno una grande importanza in due ambiti: l’industria edilizia e l’industria meccanica che avrà grande sviluppo sul territorio nel corso degli anni. Ciò porta l’impresa verso una diversificazione dei prodotti che vengono valorizzati attraverso l’adozione di marchi e attraverso la loro promozione commerciale. In questo periodo le mole si evolvono verso le mole abrasive a legante ceramico (un composto inorganico formato da mescola di argilla, caolino e feldspato). Nel 1923 Gaetano cede la propria ditta “Industria italiana dello smeriglio di Ermoli Gaetano” ai figli Luigi, Benigno e Giuseppe che operano come società di fatto registrandola in Camera di commercio nel 1925. L’attività dal 1926 fino alla Seconda Guerra Mondiale (1926-1945) Negli anni venti l’impresa conosce un periodo di crisi dovuta alla forte concorrenza. Giuseppe intraprende un viaggio in Germania per visitare diverse ditte all’avanguardia del settore che introducono la bachelite, una resina sintetica, nella lavorazione delle mole. Da qui importa campioni di bachelite che consentiranno l’avvio della produzione di nuove mole abrasive di tipo resinoide. Nascono così le mole “Diamante” particolarmente efficaci per il taglio di pietra e marmo. Nel 1928 la ragione sociale muta in “Società italiana mole abrasivi Ermoli” (Simae). All’interno dell’impresa Luigi si specializza nel ramo commerciale, Benigno si occupa della parte tecnica e Giuseppe cura l’amministrazione. Negli anni trenta lo sviluppo del territorio favorisce lo sviluppo della società testimoniata anche dall’attenzione posta alla celebrazione del cinquantenario dell’inizio dell’attività (1932). In questa fase l’azienda, insieme alla Richard Ginori detiene il monopolio della produzione italiana. Nel corso della Seconda guerra mondiale l’impresa muta la propria natura giuridica in srl. Dal periodo post-bellico agli anni Settanta (1946-1979) Dopo le difficoltà della guerra, la società riprende nuovo slancio nel corso degli anni cinquanta. In questi anni l’impresa raggiunge il numero massimo di 150 dipendenti provenienti dal territorio circostante, ed apre a Milano un deposito e agenzia di vendita. Lo stabilimento occupa due siti in via Cairoli 4 e 14. A questo periodo risale la costruzione di tre grandi forni circolari in mattone con soffitti a volta, di cui uno ancora oggi in uso. Negli anni sessanta Luigi, figlio di Luigi, entra nell’impresa e spinge per un ammodernamento dei macchinari e per una migliore organizzazione dell’attività. Pur mantenendo una conduzione familiare, con il passaggio alla terza generazione la società si trasforma in spa. È proprio in questi anni che vengono prodotte anche le mole da banco, utilizzate nelle officine meccaniche per l’affilatura degli utensili e vendute in tutte le ferramenta. Questo settore verrà meno negli anni ottanta con l’introduzione delle plachette usa e getta che una volta consumate vengono gettate via piuttosto che affilate nuovamente. In questo periodo cresce la produzione di mole per rettifica in tondo, tangenziale, interno, senza centri. Negli anni settanta viene costruito un nuovo capannone in via Cairoli 14 dove si accentra tutta l’area produttiva; l’edificio di via Cairoli 4 è destinato in parte agli uffici che si occupano dell’amministrazione e in parte viene affittato a terzi. Dagli anni Ottanta a oggi (1980-2006) Negli anni ottanta termina la produzione dei dischi “Diamante”. Nel 1985 Giorgio Ermoli, figlio di Luigi, inizia a lavorare nell’impresa. Dopo una prima esperienza nel settore produttivo che gli consente di apprendere le tecniche di lavorazione delle mole, all’inizio degli anni novanta affianca il padre nella gestione dell’azienda. Luigi Ermoli muore nel 1997 e il figlio prosegue l’attività. É un periodo ricco di riconoscimenti alla longevità dell’impresa. Nel 1989 l’impresa si trasforma in srl assumendo la denominazione attuale. Attualmente la produzione è indirizzata alle mole impiegate in ogni genere di rettifica , e quindi nelle diverse tipologie di officine meccaniche. Nonostante lo sviluppo tecnologico nel campo dell’automazione la lavorazione di questo tipo di mole presuppone ancora una forte manualità. La specializzazione in questo settore ha comportato per l’impresa una minore produzione di pezzi a fronte di un rapporto più forte con il cliente dato dalla vendita di mole personalizzate, dall’assistenza tecnica e dalla qualità del servizio in genere. Ciò fa dell’impresa un punto di riferimento importante per il mercato nonostante il ridimensionamento degli ultimi anni che ha visto scendere a 13 il numero dei dipendenti. Parallelamente, l’impresa ha dismesso una parte degli edifici occupati in passato che ora ospitano nuove attività economiche. Giorgio Ermoli individua l’originalità del proprio stile gestionale nell’attenzione ai clienti, ai fornitori e alle risorse umane, oltre che nell’interiorizzazione delle responsabilità – sociale, etica, ambientale – che oggi competono all’impresa. Gaetano Ermoli, nel 1882, avvia una attività per la realizzazione delle mole abrasive a Malnate, in uno stabilimento in via Cairoli ove è collocata anche la residenza. Inizialmente sfrutta la pietra arenaria, chiamata molera, proveniente da cave affittate in località Malnate e Cantello e usata sia nell’edilizia sia per la realizzazione di mole da frantoio . In seguito si passa alla produzione di mole a smeriglio, utilizzando una pietra naturale proveniente dalle miniere dell’isola greca Naxos. Agli inizi del Novecento l’impresa di Ermoli, ormai denominata “Industria italiana dello smeriglio” consegue un importante riconoscimento: la medaglia d’oro all’Esposizione di Torino del 1911.
Mario Croci & figli srl
Industria Mario Croci & figli srl DENOMINAZIONE SOCIALE | Mario Croci & figli srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Fabbricazione di macchine per cantieri edili INDIRIZZO | Via Baracca 12/19 | 21046 | Malnate (VA) CONTATTI | T. 0332-425279 | F. 0332-429626 | www.crocimario.com L’inizio dell’attività (1924-1945) Mario Croci nasce a Malnate nel 1898. Apprende il mestiere lavorando in una delle diverse aziende meccaniche presenti nel paese. Dal matrimonio con Angela Croci – stesso cognome ma nessuna parentela – nasce nel 1922 la primogenita Elsa, seguita nel 1925 da Imperia. Mario Croci decide presto di mettersi in proprioe nel 1924 costituisce una ditta individuale che svolge l’attività di costruzione di divisionali a intarsio da inserire in stampi per la realizzazione di piastrelle in cemento colorate. Ubicata dapprima in via Vittorio Emanuele, l’officina si trasferisce successivamente in via Brenta, rimanendo contigua all’abitazione di famiglia. Nel 1927 la ditta Croci, espone i proprimodelli alla Fiera campionaria di Tripoli. Nel 1929 nasce Piero e nel 1932 Valerio. Nel 1937 Luigi Croci entra come socio nella ditta del fratello Mario, che si trasforma così nella società di fatto “Mario & Luigi Croci”. Dopo appena un anno, Luigi, spinto da altri interessi, recede dalla società, che con il solo titolare Mario prosegue nella sua attività. Nel 1942 nasce Oretta, l’ultima dei cinque figli di Mario Croci. Negli anni della Seconda guerra mondiale l’impresa è ancora una piccola officina meccanica, che prosegue nella sua produzione ed effettua specifiche lavorazioni conto terzi subappaltate da imprese più grandi del comparto meccanico. Proprio in questo periodo di ristrettezze belliche accadono due fatti importanti, che pongono le basi dell’evoluzione futura della società: la produzione, a partire dal 1944, dei primi stampi manuali per tubi in calcestruzzo, nonché dei primi miscelatori di materiali per l’edilizia (sabbia, cemento, ghiaia). Dall’artigianato all’industria (1946-1966) Con la ricostruzione postbellica inizia la fase di crescita dell’impresa, che nel 1946, trasferisce l’attività dal “garage” di via Brenta al capannone del vicino viale delle Vittorie dove la famiglia sposta anche la propria abitazione. Mario Croci, persona autorevole e stimata, è presidente della Cooperativa di consumo di Malnate. I suoi figli maschi iniziano a lavorare nell’azienda paterna come dipendenti. Piero Croci, diplomatosi perito industriale, si occupa della progettazione e dei rapporti con i clienti. Il tecnigrafo con il quale realizza i progetti ed i disegni è posto nel seminterrato della casa in cui abita la famiglia, che funziona anche da ufficio amministrativo. Valerio segue invece la produzione in officina, gestendo le commesse e i rapporti con i fornitori. L’evoluzione tecnico-produttiva dell’impresa è testimoniata dalla messa a punto di un brevetto di invenzione industriale, depositato nel 1954, relativo a “dispositivo di supporto dotato di movimento rotatorio e assiale” che trova applicazione sulle tubiere a roto-compressione. La matrice artigiana permane in una produzione di piccola serie, a volte limitata a pochi esemplari, che viene personalizzata alle esigenze delle diverse imprese clienti, piccole o grandi che siano. Queste operano soprattutto nei numerosi cantieri della Lombardia e del Veneto, che assecondano lo sviluppo urbano e infrastrutturale di quegli anni. Nel 1954 dall’unione di Elsa Croci e Francesco Pavesi, che non riveste ruoli in azienda, nasce Massimo. Il capannone di viale delle Vittorie, collocato in una zona residenziale, ha poche possibilità di espandersi ed è divenuto ormai stretto per le esigenze produttive della ditta Mario Croci. Nel 1961 l’attività si trasferisce in una nuova e più ampia struttura in via Baracca, in posizione più periferica, dove ancora oggi ha sede l’impresa. Nel 1964 nasce Mauro, figlio di Piero. A partire dalla metà degli anni sessanta, i macchinari costruiti dall’impresa Croci iniziano ad affermarsi nei mercati esteri, sia dei paesi avanzati (come la Francia) che di quelli in via di sviluppo (dall’Africa al Sud America), sino alla lontana Australia. In questo primo sviluppo delle esportazioni gioca un ruolo importante la partecipazione alla Fiera campionaria di Milano, dove l’azienda espone i suoi prodotti e stringe nuovi rapporti commerciali. Partita come officina artigiana, la ditta Mario Croci presenta i caratteri di una piccola e dinamica impresa industriale basata sulla differenziazione delle strutture organizzative interne e sull’utilizzo di macchine utensili all’avanguardia. Tra seconda e terza generazione (1967-1990) A completamento della trasformazione organizzativa, nel 1967 si assiste a un cambiamento gestionale: Piero e Valerio entrano in qualità di soci nella ditta del loro padre, che si trasforma in società di fatto con la denominazione “Croci Mario e figli”. Alla crescita economica si accompagna l’ammodernamento tecnologico. Nel 1973 la Croci Mario e figli introduce, prima azienda in Italia, la tubiera a presso-vibrazione Mach 3 per la fabbricazione di tubi in calcestruzzo con altezza massima di un metro. L’ufficio tecnico, sempre seguito in prima persona da Piero Croci, si arricchisce di nuove risorse professionali reclutate all’esterno. Lo sviluppo dell’attività porta anche alla costruzione di un nuovo capannone sempre in via Baracca. A seguito della morte di Mario Croci, avvenuta nel 1974, le tre figlie del fondatore entrano nella compagine sociale, ma soltanto Oretta svolge un ruolo attivo in azienda, dove lavora da tempo come segretaria, mentre Elsa e Imperia tre anni dopo recedono dalla società. Nel 1979 la società di fatto viene regolarizzata in società a responsabilità limitata, il cui consiglio di amministrazione è composto dai fratelli Croci, con Piero presidente e Valerio amministratore delegato. Oretta Croci, l’unica donna rimasta in casa e non coniugata, è nominata procuratore speciale della società stessa, di cui cura gli aspetti amministrativi. Con i primi anni ottanta entrano in scena i protagonisti della terza generazione d’impresa, i cugini Massimo Pavesi e Mauro Croci , che si trovano ad operare in una moderna e dinamica realtà industriale con poco meno di 30 dipendenti, la cui officina frequentano sin da piccoli. Massimo, nato dieci anni prima Mauro e laureatosi in ingegneria civile, si occupa dello sviluppo commerciale e in particolare dei rapporti con i mercati esteri. Mauro, diploma di perito meccanico, s’inserisce un po’ alla volta, come dipendente, nei diversi reparti dell’attività aziendale: dall’ufficio tecnico, all’officina, al montaggio, sino ad occuparsi