Artigianato Marchetti srl DENOMINAZIONE SOCIALE | Marchetti srl FORMA GIURIDICA | società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | lavorazione del legno e realizzazione di strutture e tetti in legno INDIRIZZO | via Stehli, 9 | 21010 | Germignaga (VA) CONTATTI | T. 0331–532730 | F. 0331-511388 | W. https://www.legnamimarchetti.it I Marchetti falegnami in Germignaga: Giovanni, Piero e ancora Giovanni (1890-1945) L’origine dell’attività di falegnameria dei Marchetti a Germignaga si perde nella seconda metà del XIX secolo. La prima traccia che attesta la presenza di un membro della famiglia in questo campo è un documento degli anni quaranta dell’Ottocento con cui l’esercito austriaco congeda dal servizio Giovanni Marchetti, di professione falegname. Altri documenti confermano che Piero, figlio di Giovanni, è attivo come falegname nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento: un quaderno con un elenco dei lavori eseguiti negli anni 1892-1893 e un Diploma con medaglia d’oro “per ottima fabbricazione di botti” della Mostra internazionale di Genova del 1913. Il premio ricevuto a Genova, oltre a testimoniare la qualità del lavoro dei Marchetti in quegli anni, fornisce utili indicazioni sulla specializzazione produttiva – le botti – e sull’intraprendenza dell’impresa che partecipa a un evento così rilevante e così distante dalla sede. Nel corso del XIX e nella prima metà del XX secolo Germignaga si trasforma da piccolo borgo agricolo a cittadina industriale di una certa importanza: la popolazione cresce dai circa 1000 abitanti del 1867 ai 2600 del 1920 e il paesaggio urbano si popola di stabilimenti di varie dimensioni. Nel 1917 avviene il secondo passaggio generazionale: Giovanni (1890-1972), figlio di Piero Marchetti e di Giuseppina Frapolli, costituisce la propria ditta individuale e prosegue il lavoro del padre. Il campo di attività rimane il medesimo, come indicato nella costituzione della ditta: bottaio. La sede della ditta viene mantenuta nel centro di Germignaga, in via Vittorio Emanuele II 23, dove già lavorava Piero e dove l’impresa è attiva fino al 1980. Alcuni anni dopo la via viene intitolata a Luigi Cadorna e tra il 1928 e il 1947 il Comune di Germignaga viene annesso a quello di Luino. Intorno al 1930 Giovanni sposa Rosa Carolina Cerinotti e nel volgere di alcuni anni la famiglia si allarga con la nascita di cinque figli: Teresa, Piero (morto prematuramente a due anni), Piero, Giuseppe e Maria. Carolina è una donna intraprendente e capace, in grado di assistere il marito – e in seguito i figli – nell’amministrazione dell’impresa. I due coniugi Giovanni e Carolina sono inoltre tra i benefattori dell’asilo infantile di Germignaga, di cui Carolina è presidente per molti anni. Nel laboratorio di via Cadorna vengono eseguite tutte le fasi di lavorazione che, durante la guerra, sono sostenute dall’espansione di una piccola attività di segheria. In una carta intestata del 1940 si nota che, accanto alla tradizionale produzione di “botti, tine, vasche, mastelli e secchie”, viene pubblicizzato un “assortimento in legnami d’opera”. L’ingresso nelle produzioni per l’edilizia e l’apertura della segheria (1946-1968) Nel secondo dopoguerra l’impresa prosegue con la duplice attività di falegnameria e di segheria. In entrambi i campi Giovanni Marchetti riesce ad adattarsi al contesto di mercato profondamente mutato. L’utilizzo di recipienti in legno diviene sempre più raro in ambito domestico, dove vengono sostituiti da altri materiali come il ferro smaltato, il vetro e la plastica. Il mercato del vino sfuso si contrae gradualmente e con esso la domanda di botti, il cui uso resta prerogativa dei soli produttori vinicoli. Una nuova opportunità è offerta dall’intenso sviluppo dell’edilizia nel periodo della ricostruzione, che spinge la Marchetti alla produzione di travi, serramenti e altri componenti, realizzati nel periodo invernale per poi essere montati a partire dalla primavera. La dipendenza dal ciclo stagionale dell’edilizia è tuttavia compensata per alcuni anni dalla più tradizionale produzione di oggetti per il consumo domestico. Nel corso degli anni cinquanta Giovanni, oltre che dalla moglie, comincia ad essere affiancato dai figli, che inizialmente lo accompagnano nei viaggi di lavoro. L’acquisto del legname allora veniva effettuato nei luoghi di provenienza, come i boschi della vicina Val Vigezzo o le più lontane foreste austriache e svizzere, dove le piante venivano scelte ancora “in piedi”, prima del taglio. Nei ricordi tramandati in famiglia queste trasferte in motocicletta sono importanti momenti di formazione professionale ma anche occasioni di turismo e di approfondimento culturale. Lo sviluppo dell’attività di segheria negli anni cinquanta e le crescenti dimensioni dei macchinari rendono necessario un ampliamento degli spazi produttivi: viene acquistata l’area in via Stehli, a Germignaga, dove nei primi anni sessanta viene edificato il nuovo stabilimento e dove la società opera tuttora. La famiglia Marchetti mantiene in via Cadorna oltre all’abitazione la sede dell’impresa e il laboratorio di falegnameria, mentre tutto il reparto di segheria viene trasferito nel nuovo insediamento: qui l’attività può svilupparsi senza troppe costrizioni logistiche. La stagionatura naturale del legno necessitava allora di tempi lunghi e spazi ampi, che vengono ridotti grazie all’uso di forni consentendo così di allargare il magazzino. Il rifornimento di materia prima avviene con l’acquisto sia di tronchi interi da lavorare secondo la necessità, che di travi, assi e tavole in formati standard. Con l’avanzare dell’età di Giovanni i figli subentrano operativamente nell’impresa, di cui tuttavia il padre resta unico titolare fino al 1969: Piero dirige il reparto di segheria, Giuseppe si occupa della falegnameria e Maria cura con la madre la contabilità di entrambe le attività; Teresa è l’unica che non assume ruoli operativi. In quegli stessi anni la famiglia Marchetti si allarga in seguito ai matrimoni di Piero con Maria Vittoria Parigi nel 1962 e di Giuseppe con Celestina Pasqua nel 1967. Da Piero e Maria Vittoria nascono Patrizia nel 1963, Giovanni nel 1966 e Roberta l’anno successivo; da Giuseppe e Celestina nascono Alessandro nel 1968 e Giancarlo nel 1971. Piero e Giuseppe decidono tra il 1965 e il 1967 di trasferirsi con le famiglie in una palazzina a due piani presso lo stabilimento di via Stehli. I figli crescono così a diretto contatto con l’ambiente di lavoro e assieme al loro gruppo di amici