Industria Pipe Brebbia DENOMINAZIONE SOCIALE | Pipe Brebbia srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Produzione di pipe e vendita di accessori per la pipa INDIRIZZO | Via Piave 21 | 21020 | Brebbia (VA) CONTATTI | T. 0332-770286 | F. 0332-770265 | www.brebbiapipe.it La famiglia Buzzi e la nascita della Centrale elettrica di Brebbia (1893-1944) La storia dell’impresa Pipe Brebbia ha le sue radici nell’itinerario imprenditoriale della famiglia Buzzi , che prende avvio nel 1893 quando Achille, originario di Gallarate, costruisce una centrale elettrica a Brebbia sfruttando il corso d’acqua del fiume Bardello, emissario del Lago di Varese, e fornisce energia al territorio compreso tra Brebbia e Gavirate. Di formazione perito edile, Achille lavora anche per la costruzione della Galleria del Sempione. Sposa la figlia di un imprenditore tessile, Giuseppina Roncari, da cui nasce Carlo Andrea detto Gino. Quest’ultimo segue la vocazione della famiglia materna: diventa perito tessile e apre una tessitura a Gavirate. Si sposa con Lina Papa e vanno ad abitare in un’agiata dimora a Gavirate; dal loro matrimonio nascono Achille, Giuseppe (chiamato Peppino), Enea e Franca. La crisi del 1929 costringe Gino a cessare l’attività e a trasferire per alcuni anni la famiglia a Brebbia nei locali sopra la centrale elettrica per poter affittare l’appartamento di Gavirate. L’occasione per tornare nel settore tessile gli viene data da Luigi Ronzoni, che propone a Buzzi di diventare direttore del Cotonificio di Besozzo in cambio della fornitura di energia elettrica per dieci anni. Suo figlio Enea rimane segnato dalla difficoltà economiche del 1929: quest’esperienza incide sul suo carattere e lo porterà poi a cercare di sostenere economicamente la famiglia con il proprio apporto. Frequenta il collegio De Filippi ad Arona dove conosce futuri artisti quali il pittore Enrico Baj, lo scrittore Gianni Rodari e il filologo Dante Isella. Si iscrive poi all’Istituto Daverio a Varese e ottiene il diploma di ragioneria nel 1943. Partecipa alla Resistenza come partigiano insieme al fratello Achille e al termine della Guerra si iscrive all’Università Bocconi di Milano. Decide però di abbandonare gli studi dopo un anno per cercare lavoro. Inizialmente sfrutta il diploma di ragioneria e trova un’occupazione come impiegato all’Enel di Varese, ma in breve prevale in lui il desiderio di mettersi in proprio e intraprende il commercio di auto usate. Enea vive in una zona, quella di Gavirate, in cui il settore della produzione di pipe è particolarmente sviluppato. Conosce personalmente alcune delle realtà più fiorenti, come ad esempio la famiglia Rossi di Barasso e Alberto Paronelli. Proprio da un incontro con quest’ultimo Enea matura la scelta di avviare una fabbrica di pipe con un coperchio, che fa sì che si possa fumare anche quando piove. Ordina i macchinari da Carlo Giudici di Oltrona – che glieli consegnerà con un ritardo di due anni avendo privilegiato le imprese già avviate – ma non dispone dei capitali iniziali. Sarà uno zio della mamma Lina, Bernardo Papa, a fornire il supporto economico per avviare l’attività. Non sposato e senza figli, lo zio Papa ricopre un ruolo centrale per la famiglia Buzzi. Prima, con il cugino Guido Bossi, fonda il Caffè Chantal a Milano e successivamente è direttore del Casinò di Venezia dove trova un impiego ai fratelli di Enea, Achille e Peppino. Egli intuisce le premesse per lo sviluppo di un’attività di successo: la Centrale elettrica che offre energia senza costi, la vocazione imprenditoriale di Enea, un territorio caratterizzato dalla presenza di imprese produttrici di pipe. Tutto ciò lo convince a investire nell’idea di Enea e a coinvolgere anche Achille Savinelli, importante commerciante in articoli di fumo attivo a Milano, che conosce personalmente perché ha sposato una sua cugina, Dina. Savinelli si sarebbe occupato della parte commerciale mentre Enea della produzione, che avvia con tre operai provenienti da altre imprese del settore già esperti del mestiere, a cui vengono affidate mansioni precise: sgrossatore, tornitore e pulitore. La materia prima è la radica, proveniente dalla Maremma toscana, dalla Calabria e dalla Sicilia, mentre i bocchini sono fatti in ebanite. Tra i clienti figurano anche società del territorio come ad esempio la stessa ditta Rossi di Barasso. Nascita e affermazione della Pipe Brebbia (1944-1969) Una volta avviata l’attività si rende necessario strutturare la rete commerciale. Savinelli, disattendendo gli accordi iniziali, chiede a Enea di occuparsene in prima persona. Il mercato di riferimento è soprattutto quello anglosassone (l’Inghilterra con le sue colonie e gli Stati Uniti) e Londra costituisce la città di riferimento per instaurare rapporti commerciali. Enea conosce la lingua inglese a livello scolastico ma per necessità intraprende un viaggio nella capitale britannica che gli consente di ottenere ordini per i successivi cinque anni. Questa esperienza, unitamente alla volontà di non chiedere ulteriore denaro allo zio Bernardo, fa maturare in lui la consapevolezza che può tentare da solo la strada imprenditoriale. Il 1953 è un anno di grandi decisioni per Enea che matura una diversa visione del ruolo del socio sulle linee di sviluppo dell’impresa: pertanto ritira le quote di Achille Savinelli , che si riserva per quattro anni la vendita esclusiva delle pipe prodotte a Brebbia. Nello stesso anno si sposa con Mariantonia Sartorelli e dalla loro unione nasceranno Luciano, Achille e Isabella. Il 17 gennaio 1954 un incendio distrugge la fabbrica , risparmiando solo per un caso fortunoso la centrale elettrica al pianterreno. Allo sconforto iniziale Enea reagisce con forte spirito di volontà e, grazie agli ordini dei rappresentanti, in particolare Bernard Hocsteinen per gli Stati Uniti, ricostruisce la fabbrica nell’arco di un anno ridisegnando gli spazi in base alla sequenza di lavorazione della pipa, mentre inizialmente aveva dovuto adattarsi ai locali disponibili. In questi anni il mercato statunitense è quello che assorbe gli ordini maggiori, risentendo anche delle favorevoli possibilità introdotte dal Piano Marshall. Una volta ripresa l’attività e libero di scegliere, Enea investe nella realizzazione di pipe scolpite con figure di animali realizzate da artigiani della Val Gardena. È un’intuizione che aprirà nuovi mercati esteri grazie anche ai rapporti diretti con alcuni rappresentanti che collaboreranno per