Commercio Ossola di Ossola Luigi e Aldo & c. sas DENOMINAZIONE SOCIALE | Ossola di Ossola Luigi e Aldo & c. sas FORMA GIURIDICA | Società in accomandita semplice ATTIVITÀ PRINCIPALE | Gioielleria, orologeria e ottica INDIRIZZO | Corso Aldo Moro 19 | 21100 | Varese CONTATTI | T. 0332-281020 | www.gioielleriaossola.com Gino Ossola, da artigiano a commerciante (1919-1949) Il fondatore di questa impresa commerciale di oreficeria e gioielleria è Giovanni Ossola, detto Gino, nato a Varese nel 1891 da Luigi e Maria Minonzio. Le notizie sulla formazione e l’apprendistato professionale di Gino sono scarne, così come i dati sull’avviamento della sua prima attività. Dalla testimonianza dei suoi due figli, attuali titolari dell’impresa, si può fare risalire agli anni immediatamente successivi la Prima guerra mondiale l’inizio dell’avventura imprenditoriale della famiglia Ossola. In questi stessi anni Gino si lega in matrimonio con Rosa Martignoni, madre del primogenito Franco (1921-1949). Attorno al 1919 Gino subentra in un’attività di orefice alla famiglia Santini: il fatto che per alcuni anni il nome dei precedenti proprietari sia rimasto nell’intestazione dell’impresa, “Ossola già Santini”, fa presupporre che Gino subentrasse ad una ditta già affermata, con un bacino di clienti propri. Nei primi anni Gino alterna periodi di lavoro in proprio ad esperienze di società con altri colleghi. Nel 1924, quando costituisce una ditta individuale a proprio nome, dichiara di succedere nell’attività alla “Faoro e Ossola”; nel 1930 cessa la ditta individuale per costituire con un tal Giorgi la società in nome collettivo “Ossola e Giorgi”, ma due anni più tardi apre una nuova ditta a proprio nome. Il trasferimento della sede di lavoro dalla zona di piazza della Motta, allora periferica, all’importante arteria di corso Roma risale ai primi anni venti, forse in coincidenza con la costituzione della prima ditta individuale, e segna il passaggio da un’attività puramente artigiana all’esercizio del commercio al dettaglio. Anche l’abitazione della famiglia Ossola viene spostata in un appartamento ubicato sopra il negozio, presi entrambi in affitto. Le poche informazioni su questo periodo di attività non consentono molti approfondimenti, salvo quello che ci viene tramandato dalle testimonianze degli eredi. Sulla base di queste si può ricostruire come Gino, nato professionalmente come artigiano orefice, abbia ampliato l’oggetto dell’attività nel corso degli anni trenta, estendendolo al commercio di strumenti ottici e fotografici. Ne emerge il profilo di un uomo in grado di abbinare la propria maestria di artigiano con l’intuito commerciale. Alla fortunata biografia imprenditoriale del fondatore fa da contraltare una vicenda personale travagliata: rimasto vedovo nei primi anni trenta, Gino sposa nel 1936 in seconde nozze Angela Civelli (1911-2010), nativa di Barasso dove i genitori gestivano un mulino tuttora esistente. Prima delle nozze Angela lavorava come segretaria amministrativa in una clinica privata e in seguito affiancherà Gino nella conduzione del negozio. Negli anni in cui la famiglia Ossola si completa con la nascita dei figli Luigi (1938) e Aldo (1945), il figlio maggiore è in procinto di iniziare una gloriosa quanto breve carriera sportiva. Franco infatti inizia a giocare a calcio nel Varese verso la fine degli anni trenta e nel 1939 si trasferisce a Torino, dove diventa una delle colonne portanti della storica compagine granata protagonista del tragico incidente aereo di Superga nel maggio 1949. Negli anni in cui si afferma la fama di Franco il negozio del padre diventa un punto di riferimento per gli appassionati sportivi della città. Pochi mesi prima della morte di Franco un’altra disgrazia colpisce la famiglia Ossola: di ritorno da Milano in autostrada, Gino e la moglie sono vittime di un incidente stradale in cui lui perde la vita. Angela si salva dopo essere rimasta in coma per alcuni giorni e si trova a fronteggiare da sola la difficile scelta di proseguire l’attività del negozio in nome e per conto dei figli minori, che nel 1949 hanno rispettivamente 11 e 4 anni. Angela Civelli Ossola: il dovere di imprenditrice (1950-1982) Dopo la morte di Gino e del figlio Franco i due rami della famiglia, pur mantenendo saldi e continui rapporti, separano le proprie attività. A Varese Angela prosegue l’attività del negozio, in cui viene successivamente affiancata dai figli, mentre gli eredi di Franco (la vedova Piera Bernardi e i figli Franchino e Daniela) si stabiliscono a Torino e abbandonano ogni interesse nel settore della gioielleria. La fama acquisita dal negozio nei primi trenta anni e la favorevole congiuntura economica del dopoguerra aiutano la vedova a risollevare le sorti dell’impresa, che cresce e si afferma come una delle realtà più in vista della città. Angela si rivela donna di forte volontà e ottime capacità imprenditoriali, assumendo in prima persona la gestione del negozio. Con la scomparsa di Gino vengono meno alcune delle competenze tecniche e artigiane del negozio e Angela decide dopo alcuni anni di cessare la vendita di articoli per la fotografia e di iniziare quella di alcuni prestigiosi marchi di orologeria svizzera. Un elemento di continuità con la precedente gestione e un supporto importante vengono dalla presenza di uno storico e affezionato dipendente, Emilio Bertani, che ogni mattina raggiunge Varese dall’alta Valganna. Un’altra dipendente, Antonietta Tosetti, viene invece assunta da Angela nei primi anni cinquanta e diventa in breve una fidata collaboratrice e un’amica anche fuori dal negozio. Il buon andamento dell’attività consente inoltre alla vedova di acquistare nel corso degli anni sessanta l’immobile contiguo dove vengono trasferiti sia il negozio che l’abitazione di famiglia e dove tuttora opera l’impresa. Nel 1959, in concomitanza con il raggiungimento della maggiore età da parte di Luigi, viene decisa la trasformazione della ditta individuale in società di fatto con la denominazione “Eredi di Ossola Gino”: Angela mantiene una quota minoritaria e i due figli entrano nella società. Nel 1966 anche Aldo diviene maggiorenne e anche per lui cessa la tutela della madre. Il supporto dei figli nella gestione del negozio, sebbene facilitato dalla compresenza di casa e bottega, si limita per molti anni ad aiuti sporadici, visto che anche Luigi e Aldo intraprendono carriere sportive che assorbono buona parte del loro tempo. Luigi, dopo una breve