Industria Calzaturificio Star Artioli DENOMINAZIONE SOCIALE | Calzaturificio Star spa FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Fabbricazione e commercio di calzature, generi affini, borse e valigie INDIRIZZO | Via Oslavia 3 | 21049 | Tradate (VA) CONTATTI | T. 0331-841322 | F. 0331-844564 | www.artioli.com L’apprendistato imprenditoriale e la fondazione dell’impresa (1918-1957 ) Ferrarese di nascita, nel 1912, Severino Artioli, all’età di soli sette anni, si reca a bottega, nel doposcuola, per imparare il mestiere di calzolaio. Alla fine della guerra, acquista un banchetto con tutti gli arnesi necessari e comincia a lavorare per proprio conto. Le calzature, infatti, sono ancora tutte fatte a mano, su misura, e sono ancora rare le esperienze di industrializzazione della lavorazione della scarpa . Fra queste, nasce proprio a Ferrara una delle prime fabbriche di calzature pret à porter, la Zenith, che avvia la produzione con macchine di provenienza statunitense prese soprattutto a noleggio. Severino Artioli viene assunto da questo calzaturificio, facendo rapidamente carriera al suo interno. Le speranze di nomina a direttore, dopo la morte improvvisa del proprietario, di cui Artioli è il beniamino, vengono però disattese dalla scelta, per questa posizione, di un altro tecnico. Severino Artioli, offeso e deluso, si licenzia quindi dalla Zenith ed inizia un lungo periodo di consulenza in vari calzaturifici per tutto il centro e il nord Italia. Nel 1932, Artioli diviene dirigente del Calzaturificio di Tradate; tre anni dopo, anche per evitare la chiamata alle armi per la guerra di Abissinia, lascia Tradate e lavora per il calzaturificio Battistini di Forlì, fornitore di calzature per l’esercito. Artioli è esonerato dalla chiamata militare e ciò si ripete anche quando nel 1940 ritorna al Calzaturificio di Tradate come direttore generale . Nel 1945 Severino Artioli decide di coinvolgere nel progetto di creare una propria fabbrica due colleghi del calzaturificio di Tradate: Angelo Millefanti, modellista di Busto Arsizio, e Eugenio Stefanotti, ex-direttore dei negozi “Tradate”. Nasce così il Calzaturificio Star srl. Il nome scelto richiama i nomi di due dei tre soci ma risente soprattutto della popolarità che i termini anglosassoni riscuotono in Italia nel dopoguerra. La lavorazione di Artioli si distingue per il suo carattere di alto artigianato; lo stabilimento passa in breve tempo da 7 a 110 operai, con una produzione di circa 36.000 paia annuali. Nel 1955 muore Stefanotti, gli eredi cedono la loro quota ad Artioli e Millefanti e la ragione sociale dell’impresa cambia in “Calzaturificio Star di Artioli e Millefanti snc”. Due anni dopo viene costruito un nuovo stabilimento e la sede viene spostata, sempre a Tradate, in via Meucci 12. Gli anni cinquanta e sessanta (1958-1969) Alla fine degli anni cinquanta, entra nell’impresa Vito, secondo dei quattro figli di Severino, prescelto dal padre a continuare nell’attività. Abile nel disegno e creativo, Vito Artioli da sempre aiuta il padre nell’impresa, soprattutto nei periodi estivi. Conclusi gli studi in Italia, svolge una lunga e formativa esperienza negli Stati Uniti dove studia anche marketing e pubbliche relazioni al Mit di Boston. Tornato in Italia, approfondisce le proprie competenze nel settore calzaturiero conseguendo il diploma di modellista e stilista calzaturiero presso l’Ars sutoria di Milano. Forte dell’esperienza maturata e delle competenze acquisite, Vito Artioli comincia ad occuparsi della vendita delle proprie calzature, in quel momento destinate per l’80% ai negozi del Calzaturificio di Varese. I loro ordini non sono però soddisfacenti: non solo i negozi pagano poco, ma costringono la Star a produrre modelli che Vito Artioli considera ormai vecchi e superati. Egli decide così di iniziare a disegnare la sua collezione su basi completamente innovative e, al tempo stesso, stilisticamente raffinate nelle forme, nel disegno e nei materiali. Queste nuove collezioni, pur ispirandosi alla tecnica artigianale di papà Severino che garantisce al prodotto leggerezza, calzabilità e una solidità quasi incorruttibile dal tempo, permettono a Vito di mettersi in luce dapprima nella vicina Svizzera e subito dopo nel Benelux, Francia ed Inghilterra. Il successo è tale da spingerlo a tentare la fortuna negli Stati Uniti: si allacciano inoltre legami stabili con negozi di abbigliamento statunitensi, che apprezzano il nome italiano Artioli più dell’anglosassone Star, e il successo di vendita sancisce la nascita del brand “Vito Artioli”. Nel 1966 viene liquidato il socio Millefanti e la denominazione sociale cambia in Calzaturificio Star di Artioli Severino e Vito snc. Negli Usa il successo delle sue scarpe innovative , anche per l’uso di pellami esotici, soprattutto lo struzzo, è tale da fornirgli i capitali necessari per un decisivo ammodernamento degli impianti e delle strutture dell’impresa. Gli anni settanta e ottanta (1970-1989) Nel 1973 il Calzaturificio Star assume la forma della società per azioni: Vito Artioli è amministratore unico della società, con il padre come procuratore speciale. La crisi del petrolio fa sentire i suoi effetti sul potere d’acquisto degli europei e degli statunitensi ed anche le vendite di Artioli ne risentono negativamente; si affaccia però, in questi stessi anni, un nuovo ricco mercato : quello arabo. Cresce la domanda di modelli estrosi, colorati, con tacchi alti e impreziositi da morsetti, fibbie e accessori anche in oro massiccio. La produzione tocca anche nicchie quali la scarpa da golf e lo stivale da polo su misura: Vito Artioli arriva a disegnare più di mille modelli all’anno e i clienti aumentano sempre di più. Accanto alle calzature, per soddisfare le richieste, si avvia anche la produzione di cinture in abbinamento con le scarpe, sempre su disegno di Vito Artioli, con la conseguente assunzione di artigiani cinturai. Si intraprende poi la produzione di piccola pelletteria, borse e valigeria sempre all’interno della fabbrica tradatese. A ditte esterne viene anche commissionata una produzione dedicata di guanti, ombrelli, cravatte e abbigliamento in pelle, calze e accessori vari, quali occhiali da sole e gemelli per polsini di camicie, fibbie e morsetti per scarpe. Sempre negli anni settanta si sperimenta la commercializzazione al minuto con un negozio multimarca a Tradate, tre a Varese e un monomarca a San Francisco. Una parte di questa attività è affidata alla moglie di Vito Artioli, Grazia Mascheroni, che viene