Commercio Mario Crespi DENOMINAZIONE SOCIALE | Mario Crespi Spa FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Commercio semilavorati metalli non ferrosi grezzi e rottami INDIRIZZO | Viale Milano 153 | 21013 | Gallarate (VA) CONTATTI | T. 0331-792028 | F. 0331-793883 | www.crespimetalli.com L’avvio dell’attività fino agli anni Sessanta Garibaldi (1938-1959) L’apprendistato imprenditoriale di Mario Crespi avviene negli anni trenta presso la fonderia artigianale del padre Giulio, in viale dei Tigli, a Gallarate. Qui ha senz’altro modo di impratichirsi nelle problematiche di commercio e reperimento dei metalli non ferrosi e dei rottami. Nel 1938, quasi trentenne, forse per desiderio di autonomia, forse immaginando di integrare l’attività paterna, Mario avvia in proprio un’attività di raccoglitore ambulante di rottami metallici munito di motofurgoncino, con sede in via Birago 22 a Gallarate. Nel 1947 Mario Crespi esercita il commercio dei semilavorati metallici non ferrosi e grezzi nonché dei rottami. La sede dell’impresa viene trasferita in piazza Montegrappa, dal 1957 via Galilei. Qui il capannone e l’abitazione si fronteggiano divisi da un ampio cortile e si crea pertanto un forte connubio tra l’attività imprenditoriale e la vita famigliare al punto che alcuni dipendenti facevano da babysitter ai figli di Mario, Giorgio e Silvano. Gli anni cinquanta vedono l’impresa strutturarsi e ampliare la propria attività. Il numero dei dipendenti sale a 20 e nel 1955 viene aperto un deposito a Gozzano, in provincia di Novara in quello che poi diverrà il distretto industriale del Cusio. L’anno successivo prende avvio l’attività di trasformazione dei prodotti già commerciati con lavorazione presso terzi. Dagli anni sessanta agli anni ottanta (1960-1979) Nel 1968 la ditta si trasferisce nella sede attuale, in viale Milano. Qui vengono costruiti ampi spazi di magazzino, strutture tecnologiche (carri-ponte) adatte allo spostamento di grandi pesi, uffici moderni che utilizzano le nuove soluzioni architettoniche dell’open space. Le dimensioni della sede e la modernità degli impianti esprimono le aspettative di crescita che all’inizio degli anni settanta sembravano aprirsi all’economia italiana. Sulla spinta dell’aumento dei volumi del commercio, anche le dimensioni occupazionali crescono: il numero dei dipendenti sale fino a 30, di cui 8 autisti. In questi anni il rapporto di fidelizzazione con il cliente e con i dipendenti è molto forte tanto che l’azienda arriva ad organizzare viaggi all’estero a cui partecipano entrambi. Anche la struttura societaria si sviluppa coerentemente con la crescita economica: nel 1971 la ditta individuale si trasforma nella società di fatto “Mario Crespi & C.” con l’ingresso in società della moglie Maria Bruna Giraldo e dei figli Giorgio e Silvano. Nel 1972 entra nella società anche il figlio minore Alessandro. Nel 1980 avviene la trasformazione in società per azioni. Dagli anni ottanta a oggi (1980-2006) Nel 1982 muore Mario Crespi e Silvano Crespi viene nominato amministratore unico. La successione coincide con una forte trasformazione del mercato che si riflette sull’andamento e sull’organizzazione dell’impresa. Nelle zone di maggior consumo, si diffondono i magazzini dei produttori di semilavorati che vendono direttamente ai clienti, scavalcando l’intermediazione mercantile. La Crespi riesce a mantenere una certa quota di mercato grazie alla vendita di barre forate – largamente utilizzate per la produzione di rubinetterie nel distretto del Cusio – e alla solidità dei rapporti di collaborazione costruiti nei decenni precedenti sia con i clienti, sia con importanti produttori. La quantità del prodotto lasciato all’intermediazione commerciale si riduce sempre più e questo aumenta la concorrenza tra intermediari. Diventa necessario ricorrere alla conoscenza del mercato, conoscerne le nicchie e sfruttarle dedicandosi a prodotti una volta trascurati. Per l’impresa, ad esempio, è stato importante inserire il settore del semilavorato. Le imprese manufatturiere utilizzano leghe particolari di alto valore unitario. Le lavorazioni producono naturalmente scarti che rappresentano un costo sensibile per i produttori. A partire dagli anni ottanta la Crespi ritira questi rifiuti dai propri clienti e li ricicla: servendosi di terzisti, li trasforma in nuovi semilavorati. In questo modo l’impresa consente ai clienti di ottimizzare gli scarti e rafforza i rapporti reciproci di solidarietà e fedeltà. Negli anni cambia il modo di conservare e movimentare i prodotti in magazzino: da assetti verticali si passa ad assetti orizzontali. Nel deposito di via Cavallotti il materiale veniva spostato a mano e collocato in verticale contro le pareti. Nel nuovo deposito in viale Milano, l’operazione viene invece effettuata grazie al carro-ponte: il materiale, che giace orizzontalmente, è sollevato da terra e caricato su carri aperti. Attualmente l’utilizzo dei container al posto dei carri aperti comporta la sostituzione del carro ponte con i muletti. Ciò crea una nuova modalità di stoccaggio del materiale su più livelli che permette di sfruttare meglio lo spazio. Nel 2000 la Mario Crespi spa ha 18 dipendenti. Oggi l’attività dell’impresa è influenzata dalla crescente internazionalizzazione dei mercati e dalle modificazioni che i prezzi delle materie prime subiscono quotidianamente. Il prezzo si forma suoi mercati internazionali, soprattutto alla Borsa di Londra e ciò significa che i contratti con i clienti devono essere stipulati rapidamente. Grazie al rapporto fiduciario con il cliente, gli accordi vengono conclusi verbalmente e solo successivamente la transazione viene formalizzata. La rapidità nella consegna è l’elemento che rende concorrenziale l’impresa nei confronti dei produttori. Ciò è conseguenza del mutamento di cicli produttivi sempre più fondati su una variabilità dei prodotti cui occorre rispondere con tempestività; ma deriva anche dalla necessità dell’impresa che i flussi di scarti in entrata e di semilavorati riciclati in uscita siano equilibrati in modo da non generare scompensi sul bilancio aziendale. Oggi l’impresa è dimensionalmente più piccola – gli occupati sono scesi da 30 a 14 nell’arco di un ventennio – ma al contempo sempre più pronta a rispondere agli stimoli che vengono dal mercato. Attualmente il magazzino di via Galilei ospita la collezione d’arte privata di Giorgio Crespi. L’apprendistato imprenditoriale di Mario Crespi avviene negli anni trenta presso la fonderia artigianale del padre Giulio, in viale dei Tigli, a Gallarate. Qui ha senz’altro modo di impratichirsi nelle problematiche di commercio e reperimento dei metalli non ferrosi e dei rottami. Nel 1938, quasi trentenne, forse per desiderio di autonomia, forse immaginando di
Cavalleri Mario & figli
Commercio Cavalleri Mario & figli DENOMINAZIONE SOCIALE | Cavalleri Mario & figli srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Riparazione e commercio di radiatori per autoveicoli INDIRIZZO | Corso Sempione 15 | 21052 | Busto Arsizio (VA) CONTATTI | T. 0331-632568 | F. 0331-632568 L’avvio dell’attività (1938-1949) Mario Cavalleri, dopo una lunga esperienza di lavoro come lattoniere, è assunto presso la ditta Crespi Radiatori di Busto Arsizio, specializzandosi in questo settore. Nel 1938 insieme a Mario Re Fraschini avvia un’officina per la costruzione e la riparazione di radiatori .Fin dall’inizio, l’accordo fra i due fondatori prevede lo scioglimento della società una volta ammortizzati i costi delle macchine utensili acquistate e avviata l’attività. Nel corso della Seconda guerra mondiale, accanto alla produzione base di radiatori, grazie all’esperienza come lattoniere di Mario Cavalleri, viene avviata una piccola produzione di tubi per altre industrie, in modo da incrementare il lavoro dell’officina e superare la difficile congiuntura bellica. Iscrizione della ditta individuale Mario Cavalleri al Registro ditte della Camera di commercio di Varese. 1949, Archivio Camera di commercio di Varese. Nel 1948 i due soci decidono di sciogliere la società e il 1° gennaio 1949 viene registrata presso la Camera di commercio di Varese la costituzione della ditta “Cavalleri Mario”. La bottega artigiana, due o tre addetti in tutto, ha sede in via Tasso a Busto Arsizio. Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta (1950-1969) A partire dagli anni cinquanta, il generale innalzamento del tenore di vita e la diffusione dell’automobile come mezzo di trasporto di massa, comporta anche per l’officina Cavalleri un rapido aumento del volume di lavoro. Le richieste per la riparazione di radiatori non fanno che aumentare, complice anche la scarsa longevità dei radiatori delle utilitarie. Si decide pertanto di investire nella costruzione di un nuovo edificio, su un terreno di proprietà in corso Sempione, che unisca nello stesso stabile l’abitazione e l’officina. Nel 1956 avviene il trasferimento in quella che tuttora rimane la sede dell’impresa. Mario Cavalleri viene aiutato nel lavoro dal figlio maggiore Bernardino e, a partire dai primi anni sessanta, anche dall’altro figlio, Attilio , entrambi da sempre coinvolti nell’attività di famiglia. In questi anni l’impresa giunge ugualmente a contare fino a 6 dipendenti per poter far fronte alle richieste dei clienti e rispettare i tempi di consegna, considerata l’elevata quantità di tempo necessaria per la riparazione di un singolo radiatore. Per i Cavalleri, la difficoltà in questi anni consiste nel trovare persone disposte a lavorare stabilmente nella riparazione dei radiatori : attività che costringe ad esporsi a fumi, acidi e a rimanere a diretto contatto con l’acqua (per poter testare i radiatori). Solo nel 1969 i due figli di Mario Cavalleri entrano ufficialmente in società che, da impresa individuale, diviene società di fatto con la denominazione “Riparazioni radiatori per auto di Cavalleri Mario e figli”. In realtà, da sempre l’attività di riparazione si estende ad ogni tipo di radiatore, qualsiasi sia la sua provenienza (automobili, camion, carrelli elevatori, mezzi meccanici per l’edilizia). Dagli anni settanta ad oggi (1970-2007) Nel corso degli anni settanta, l’attività di riparazione comincia lentamente a decrescere. Accade, infatti, sempre più frequentemente, che sia più conveniente sostituire il radiatore danneggiato piuttosto che ripararlo. Consapevoli di questo cambiamento in atto, i fratelli Bernardino e Attilio Cavalleri, divenuti nel 1978 unici soci e amministratori, iniziano a prendere contatto con i primi rappresentanti delle aziende produttrici per la commercializzazione di radiatori. Questa tendenza alla sostituzione del radiatore prende definitivamente il sopravvento con la comparsa dei radiatori realizzati in plastica e alluminio, non riparabili. Nel 1987, alla riparazione, sempre più limitata a casi particolari, si aggiunge l’attività di commercio all’ingrosso di radiatori. Si intraprende anche il commercio di accessori e ricambi per auto, fanali soprattutto, per ampliare il volume d’affari e garantire al cliente un servizio completo di sostituzione delle parti danneggiate. Nel 1991, l’impresa si trasforma in srl con i due fratelli, Bernardino e Attilio, come unici amministratori. L’attività commerciale si fa sempre più importante, con la scelta, tuttavia, di rinunciare ai fanali e agli accessori per auto e rimanere specialisti nel campo dei radiatori. Questa decisione è dettata dalla necessità di riduzione dei costi di magazzino, non compensati da una vendita che rimane invece limitata a causa di una concorrenza più ampia e soprattutto per la percezione che la clientela ha dell’officina Cavalleri come specialista unicamente in radiatori. Oggi l’impresa, grazie ad un ampio magazzino , è in grado di soddisfare le richieste dei clienti molto più celermente rispetto alla concorrenza. Questo permette all’Officina Cavalleri di mantenere una posizione di forza nella commercializzazione di radiatori nonostante l’evoluzione di questo settore le abbia fatto perdere il vantaggio derivante dalle capacità tecniche che poteva far valere nella riparazione. Bernardino e Attilio, sono oggi affiancati nell’impresa dai rispettivi figli, Giorgio e Riccardo che, in linea con la tradizione familiare, sostituiranno in futuro i padri nella società. Mario Cavalleri, dopo una lunga esperienza di lavoro come lattoniere, è assunto presso la ditta Crespi Radiatori di Busto Arsizio, specializzandosi in questo settore. Nel 1938 insieme a Mario Re Fraschini avvia un’officina per la costruzione e la riparazione di radiatori .Fin dall’inizio, l’accordo fra i due fondatori prevede lo scioglimento della società una volta ammortizzati i costi delle macchine utensili acquistate e avviata l’attività. Nel corso della Seconda guerra mondiale, accanto alla produzione base di radiatori, grazie all’esperienza come lattoniere di Mario Cavalleri, viene avviata una piccola produzione di tubi per altre industrie, in modo da incrementare il lavoro dell’officina e superare la difficile congiuntura bellica. Iscrizione della ditta individuale Mario Cavalleri al Registro ditte della Camera di commercio di Varese. 1949, Archivio Camera di commercio di Varese. Nel 1948 i due soci decidono di sciogliere la società e il 1° gennaio 1949 viene registrata presso la Camera di commercio di Varese la costituzione della ditta “Cavalleri Mario”. La bottega artigiana, due o tre addetti in tutto, ha sede in via Tasso a Busto Arsizio. A partire dagli anni cinquanta, il generale innalzamento del tenore di vita e