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Rossi d’Albizzate spa

Industria

Industria Rossi d’Albizzate spa DENOMINAZIONE SOCIALE | Rossi d’Albizzate spa FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Progettazione, realizzazione di divani, poltrone, compatibili e accessori INDIRIZZO | Via Mazzini 1 | 21041 | Albizzate (VA) CONTATTI | T. 0331-993200 | F. 0331-991583 | www.rossidialbizzate.it Poltrone e divani: un’impresa atipica rispetto al contesto (1935-1959) Nel 1923 Felice Rossi avvia un’attività di famiglia ad Arsago come ditta individuale per la produzione e il commercio di materassi, tappezzeria e selleria e con una succursale a Cavaria. Vi lavora anche il fratello più giovane Giuseppe che nel 1935 si divide da Felice e, con la moglie Maria Saporiti, dà vita a Cavaria ad una propria ditta individuale, limitandosi alla tappezzeria in stoffa. Nel 1937 regolarizza la propria situazione alla Camera di commercio mentre parallelamente il fratello Felice dichiara cessata l’attività della propria succursale in Cavaria. Con lo sviluppo delle attività, l’impresa prende in affitto un capannone industriale a Solbiate Arno, dove si svolge la produzione, che in breve tempo arriva ad occupare trenta operai. Giuseppe Rossi studia, disegna, realizza e perfeziona meccanismi che portano alla creazione di modelli dinamici fondati sulla trasformabilità delle funzioni racchiuse in forme estetiche adeguate: la poltrona che diventa letto, il letto che diventa poltrona. Nasce così, nel 1939, la poltrona letto Confortevole che, cogliendo una domanda emergente di nuova abitabilità, registra l’apprezzamento del mercato. È l’inizio di una lunga serie di invenzioni e brevetti, nonché la concretizzazione di una filosofia aziendale, che guiderà tutta l’evoluzione successiva: fare cose belle, utili e capaci di durare nel tempo. Durante la Seconda guerra mondiale l’impresa sospende la produzione, che riprende subito dopo la Liberazione, alimentata dalle idee nate nel frattempo. Nel 1946 vede la luce il divano letto Pullman e nel 1949 il set di soggiorno Gardone, entrambi oggetto di illustrazioni dell’artista Silvio Zanella. Esposti alla Fiera Campionaria di Milano, gli “ambienti” creati da Giuseppe Rossi e da Maria Saporiti riscontrano un notevole successo di pubblico, rispondendo alle esigenze diffuse di fungibilità degli spazi domestici che si affermano con le trasformazioni demografiche, urbanistiche e abitative del dopoguerra. Nel 1951 azienda e famiglia si trasferiscono ad Albizzate, dove sorge il nuovo stabilimento costruito su di un terreno agricolo di proprietà della famiglia di Maria Saporiti. Nel 1955 inizia la collaborazione con l’architetto Giampiero Vitelli, che durerà sino agli anni settanta. Un’impresa del settore legno-arredo costituisce un’evidente anomalia in un contesto produttivo caratterizzato dalla prevalenza di altri comparti industriali (meccanica, tessile, aeronautica). La specializzazione nel mobile “imbottito”, la cultura del progetto e la stessa distanza da un ambiente più dotato, ma nello stesso tempo più condizionante, come la Brianza diventano i punti di forza dell’impresa Rossi.Emblema del successo raggiunto è la vetrina espositiva realizzata nel 1958 lungo l’autostrada Milano-Varese, una sorta di grande acquario in vetro e metallo a forma di parallelepipedo, che si illumina di notte e al cui interno “galleggiano” letti, divani, poltrone i sogni degli italiani. Innovazione, design e internazionalizzazione (1960-1969) La famiglia Rossi vive in una casa adiacente alla fabbrica. Giuseppe è l’anima tecnica dell’azienda, sua moglie Maria quella commerciale, ma anche l’ispiratrice di soluzioni che aggiungono gusto e sentimento alle cose. I loro figli crescono e studiano respirando l’aria e i valori dell’impresa familiare. Luigi (nato nel 1935) è già da qualche anno operativo in azienda, dopo il diploma in ragioneria, affiancato più tardi dal fratello Piero (nato nel 1942), specializzatosi in architettura degli interni. L’impresa Rossi è tra i soggetti che nel 1961 fondano a Milano il Salone internazionale del mobile, nella cui direzione rimane a lungo Luigi Rossi, assumendo poi la vicepresidenza. Il Salone, destinato a diventare la grande vetrina mondiale della creatività italiana, nonché un appuntamento espositivo annuale (mai mancato) per la stessa impresa Rossi, costituisce uno stimolo potente per orientare l’attività degli architetti verso la creazione di mobili e oggetti di arredamento. In questo clima Luigi e Piero rafforzano, insieme ai genitori, le collaborazioni con architetti di fama nazionale e internazionale,facendo del design una componente strutturale delle produzioni Rossi. Si afferma così un modello produttivo fondato sull’interazione stretta tra imprenditore (l’idea particolare e concreta), il progettista (l’evoluzione mondiale del disegno) e gli artigiani esterni cui sono demandate alcune fasi lavorative. Nel 1964, l’impresa – trasformatasi nel frattempo (1962) in società di fatto – attrezza una divisione interna per la produzione di una schiuma poliuretanica a brevetto proprio (il Rofoam), che sostituisce la gomma piuma, garantendo una maggiore morbidezza e durata. Nasce il centro informativo a Milano in San Babila, presso la Galleria del Toro, che rimarrà aperto fino al 1975. Si sviluppa la rete commerciale tramite agenti che seguono una clientela (in genere aziende) destinataria di prodotti su commessa. Crescono le esportazioni, che si allargano dai paesi europei a Stati Uniti e Canada: Rossi è ormai un marchio mondiale. Nel 1969 viene realizzato, su progetto di Giampiero Vitelli e Titina Ammannati, il Grandangolo, un sistema di seduta senza interruzioni, a linee curve o diritte, destinato soprattutto ai grandi spazi (hall di hotel di lusso, sale vip di aeroporti, ville). In questo periodo l’azienda arriva a occupare quasi cento addetti, costituiti in gran parte da operai specializzati. Luigi e Piero continuato ad abitare, con le loro famiglie, accanto allo stabilimento di Albizzate, mentre i genitori si sono trasferiti, sin dal 1963, a Gallarate. Nuovi punti di forza: sartorizzazione e componibilità (1970-1989) Con gli anni settanta inizia l’era del componibile, una tecnologia costruttiva complessa fondata sulla “sartorizzazione” di numerose componenti , che consente di realizzare sistemi di seduta e arredo caratterizzati da una notevole flessibilità d’uso, oltre che da una particolare eleganza. Nel 1972 l’impresa assume la forma giuridica di società in accomandita semplice. Le creazioni Rossi di Albizzate sono esposte alle fiere internazionali di Colonia (1970) e Parigi (1971); quindi all’Eurodomus di Torino, alla Triennale di Milano e così via. Il 1972 è l’anno di Sit Sistem, ideato da Hans Von Klier, un sistema (sedute e scrivanie) rivolto al top management. Nel 1975 è inaugurato a Milano lo showroom aziendale di Largo Augusto,

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Az. agr. Brianza di Spertini Giuseppe

Agricoltura

Agricoltura Azienda agricola Brianza di Spertini Giuseppe DENOMINAZIONE SOCIALE | Azienda agricola Brianza di Spertini Giuseppe FORMA GIURIDICA | Ditta individuale ATTIVITÀ PRINCIPALE | Produzione piante e servizi per il giardinaggio INDIRIZZO | Via S. Fermo, 12 | 21014 Laveno Mombello (VA) CONTATTI | T. 0332-668501 | F. 0332-668501 | www.piantespertini.it Dalle cucine ai vivai (1920-1960) Pietro Spertini nasce a Laveno nel 1900, figlio di un artigiano edile. Inizia da giovane a lavorare come cuoco prima a Milano, poi a Roma e infine a New York. Qui incontra una sarta di origine italiana nata a Londra, Caterina Francino, che sposa nel 1924 . Quattro anni dopo Pietro e Caterina rientrano in Italia, a Laveno, dove nel 1929 nascono il primogenito Luigi e nel 1932 la secondogenita Marta. Tornato nel paese natale, Pietro Spertini abbandona l’attività di cuoco per intraprendere quella di giardiniere e fiorista. Nel 1935 costituisce una ditta individuale per il commercio ambulante di piante, fiori e semi, con sede amministrativa in via San Fermo 4, dove abita la famiglia. Oltre a vendere fiori insieme alla moglie, Pietro gestisce un vivaio-frutteto di proprietà della Società ceramica italiana Laveno, situato sul colle Brianza, che l’impresa utilizza come “sanatorio” per gli operai ammalati di silicosi. Ottenuta nel 1948 la concessione per l’esercizio del commercio in sede fissa di “semi da orto e da fiori, piantine da orto e da fiori, piante da frutto e ornamentali”, nel 1956 Pietro cessa l’attività di commercio ambulante e apre un negozio di vendita in via Labiena 31 che conduce con l’aiuto dei famigliari. Luigi Spertini, compiuti in primis gli studi di agraria e quindi di geometra, inizia a lavorare con il padre, occupandosi dello sviluppo dei vivai e della costruzione di giardini. Nel 1959 entra a far parte dell’impresa paterna e si forma quindi una società di fatto con la denominazione “Orticoltura Pietro Spertini & figlio”. Con il disimpegno del padre, questa cessa l’anno seguente, sostituita dalla ditta individuale “Azienda agricola Brianza di Spertini Luigi”. La nuova impresa dichiara 20 dipendenti, di cui 12 addetti ai vivai e 8 alla sede e al magazzino di via San Fermo. Nel frattempo il negozio di via Labiena viene intestato a Caterina Francino, moglie di Pietro. La progettazione del verde (1961-1990) Nel 1961 Caterina Francino cede la gestione del negozio alla figlia Marta che costituisce la ditta individuale “Spertini Marta”, con sede in via Labiena 35, per la vendita di piante, fiori e semi. Il negozio si afferma anche come luogo di insegnamento dell’arte floristica ai giovani apprendisti, alcuni dei quali diventano poi noti professionisti del settore. Marta Spertini prosegue l’attività sino al 1972, quando decide di andare a lavorare con il marito, titolare dell’impresa “Floricoltura Lago Maggiore” avente sede nella zona. Nel 1962 Luigi Spertini sposa Rosa Monteggia che viene coinvolta nell’attività curando la parte amministrativa: dal matrimonio nascono Giampiero (1963), Marina (1965), Giuseppe (1967) e Carlo (1971). In un contesto territoriale ancora caratterizzato dalla presenza di poche imprese florovivaistiche e dall’ampia disponibilità di terreni agricoli, Luigi Spertini imprime un forte sviluppo alla propria azienda, che aumenta notevolmente le dimensioni fisiche ed economiche. Sorgono a Laveno le nuove serre per fiori ispirate al modello ligure. Si ampliano i vivai di colle Brianza, che raggiungono con il tempo un’estensione di 7 ettari con l’introduzione di coltivazioni di piante acidofile (camelie, azalee, gardenie), maggiormente rispondenti alla domanda e ancora oggi prodotte in azienda. Alcune piante risalenti ai primi anni sessanta raggiungono oggi un’altezza di 5-6 metri. Nasce il sito di Cittiglio – attuale sede operativa dell’impresa – con il suo vivaio al coperto, ma soprattutto trovano impulso, stimolate dallo sviluppo residenziale del periodo, la progettazione, la realizzazione e la manutenzione di giardini e parchi, con l’esecuzione di diverse opere complementari. All’attività produttiva agricola e a quella di arredo e cura del verde si affianca la vendita di piante orticole, da giardino e appartamento. Nel 1975 la sede legale dell’impresa si trasferisce al numero 12 della stessa via San Fermo. Nel 1976, dopo una lunga malattia, muore Pietro Spertini, da tempo ritiratosi dall’attività. dei primi anni settanta, per elevare il livello di specializzazione della manovalanza, Luigi Spertini assume alcuni periti agrari provenienti da altre regioni. Si introducono le nuove tecniche di coltivazione in un lavoro che rimane comunque fortemente caratterizzato dalla manualità e dalla fatica fisica. Negli anni ottanta Luigi Spertini, già socio fondatore nel 1972 del Consorzio florovivaisti varesini, ricopre la carica di consigliere dell’organizzazione sindacale Confagricoltura Varese. La terza generazione: i fratelli Spertini (1991-2000) All’inizio degli anni novanta, l’Agricola Brianza, con i suoi 35 addetti, rappresenta una delle principali aziende florovivaistiche della Lombardia. La clientela generalmente costituita da aziende della filiera e da soggetti privati, si localizza in prevalenza nelle regioni del Nord Italia e in alcuni paesi europei (Svizzera, Belgio, Germania, Inghilterra). Con la morte di Luigi Spertini, avvenuta nel 1992, l’azienda passa per successione ereditaria sotto la ragione sociale “Azienda agricola Brianza degli eredi di Spertini Luigi” alla moglie Rosa Monteggia e ai figli, tra i quali lo stesso Giampiero che, compiuti gli studi universitari in un altro settore e dopo alcune esperienze lavorative, si inserisce nell’impresa di famiglia. Nel 1996 la società viene chiusa e l’attività continua in forma di impresa individuale come “Azienda agricola Brianza di Spertini Giuseppe”, con unità locale a Cittiglio, dove si trova una parte dei vivai e si svolge l’attività di vendita. Nello stesso anno anche Carlo Spertini iscrive alla Camera di commercio di Varese la propria impresa individuale “Piante Spertini di Spertini Carlo”, specializzata nella coltivazione di piante e fiori. Entrambe le imprese, la cui data d’inizio attività risale al 1993, hanno gli uffici in via San Fermo 12 a Laveno. Ciascuno dei fratelli Spertini è responsabile di una specifica area di attività, seppure si tratti di ruoli organizzativi di fatto intercambiabili. Giampiero si occupa dei progetti esterni per la piantumazione e l’arredo degli spazi dedicati al verde. Giuseppe e Carlo entrambi periti agrari con formazione specifica conseguita alla scuola di Minoprio, seguono rispettivamente la gestione del garden

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CAMERA DI COMMERCIO DI VARESE

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