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Taglietti sas di Bedogni Pierluigi & c.

Commercio

Commercio Taglietti DENOMINAZIONE SOCIALE | Taglietti sas di Bedogni Pierluigi & c. FORMA GIURIDICA | Società in accomandita semplice ATTIVITÀ PRINCIPALE | Riparazione e vendita all’ingrosso e al dettaglio di pneumatici e loro accessori INDIRIZZO | Via Cattaneo 24 | 21100 | Varese CONTATTI | T. 0331-797294 | F. 0331-7991084 | www.tagliettisnc.com L’avvio dell’attività (1921-1940) Luigi Taglietti, classe 1882, originario di Borgo San Giacomo in provincia di Brescia, presta servizio militare in aeronautica a Gallarate. Qui conosce e sposa Rosa Milani, figlia di un sarto e appartenente ad una famiglia benestante proprietaria di terreni. Dal loro matrimonio nascono Giuseppina nel 1919 e Adalgisa nel 1925. Grazie al sostegno economico della moglie, Luigi nel 1921, nell’attuale Largo Camussi, avvia un’attività di commercio e riparazione gomme, oltre al noleggio di auto con autisti per privati e per il servizio pubblico. Dopo circa tre anni è affiancato in questa attività dal fratello Giovanni che, dopo aver frequentato la scuola degli Artigianelli a Milano, si trasferisce a Gallarate. Da qui la decisione nel 1928 di registrarsi alla Camera di commercio di Varese come ditta individuale “F.lli Taglietti di Taglietti Luigi” dichiarando che l’impresa era attiva già da quattro anni e aveva allora sede in via Como (ora via Venegoni) nello stesso edificio dove abitava con la famiglia. Lo sviluppo della motorizzazione tra gli anni venti e trenta – è del 1924 l’inaugurazione della prima autostrada del mondo, la Milano-Gallarate – favorisce la nascita di officine per la sostituzione e riparazione di gomme. I fratelli Taglietti si specializzano proprio in questo settore, affiancando al commercio di pneumatici di grandi marche, come ad esempio la Dunlop e la Pirelli, l’attività di ricostruzione delle gomme anche attraverso il processo di vulcanizzazione. In questo periodo il raggio d’azione dell’impresa si amplia coprendo un territorio molto ampio, da Milano a Domodossola, e Luigi può servire i propri clienti con i tre negozi di Gallarate, Busto Arsizio e Varese. Tra il 1938 e la fine degli anni quaranta, forse per necessità di maggiori spazi, l’attività si svolge anche nei laboratori di via Marconi e via Battisti fino al definitivo trasferimento nell’attuale sede di via Cattaneo. Nel frattempo agli inizi degli anni quaranta, Giovanni decide di mettersi in proprio e apre un’officina a Pavia sempre per il commercio e la ricostruzione delle gomme. Dagli anni quaranta agli anni sessanta (1941-1967) Nel 1941 Giuseppina sposa Vittorio Bedogni, dal quale ha tre figli: Rossella nel 1942, Pierluigi nel 1946 e Massimo nel 1953. Come Luigi, anche Vittorio, perito industriale di Cesenatico, aveva lasciato la città natale a 17 anni per arruolarsi come motorista nell’Aeronautica militare presso il distaccamento di Gallarate. Alla fine della guerra, dopo una breve esperienza con il cognato Renzo Marobbio (marito di Adalgisa e padre di Rosalba, nata nel 1946) in una società di produzione di suole per scarpe e la collaborazione con gli amici Agusta nella realizzazione della prima moto MV, inizia a interessarsi e a impegnarsi attivamente nell’azienda del suocero. Avendo maturato una professionalità specifica nel campo della meccanica, con il suo ingresso l’attività subisce una nuova spinta, soprattutto nel settore della ricostruzione, con l’importazione dalla Germania di nuovi macchinari e la partecipazione alle fiere di settore. Sempre su impulso di Vittorio viene installato nell’officina di Gallarate da una società francese il primo impianto in Italia per la verifica della convergenza . In questi anni vengono ceduti i negozi di Busto e Varese e il lavoro si concentra nell’officina di Gallarate, dove operano anche Francesco e Paolo Martinelli, nipoti di Luigi. Nel 1948 Luigi costituisce la “Fratelli Taglietti srl” e coinvolge nell’apparato societario anche le figlie Giuseppina e Adalgisa. Nel 1955 l’impresa tornerà a essere una ditta individuale fino al 1959, anno dell’ingresso di Vittorio nella compagine sociale che modifica denominazione e natura giuridica nella società in nome collettivo “Vulcanizzazione Taglietti Luigi & C. snc”. Gli anni sessanta coincidono con l’ingresso di Pierluigi nell’impresa. Fin dall’adolescenza aveva dimostrato una passione per i motori, diventando pilota professionista di go-kart per la squadra dei Parilla di Milano con cui vince anche il titolo di campione italiano juniores.arese. L’amicizia fraterna che lo lega ad Angelo e Achille Parilla lo porterà, finito il servizio militare, ad una collaborazione saltuaria nella loro azienda di moto e questo lo spingerà, fino ai primi anni settanta, a dividersi tra Gallarate e Milano. Nel 1970 Pierluigi sposa Aurelia Ghiringhelli dalla quale nasceranno Matteo nel 1970 e Riccardo nel 1981. Le esigenze della sua nuova famiglia, le necessità dell’officina e le pressanti richieste del padre lo inducono a impegnarsi a tempo pieno nell’impresa di famiglia, che in questo periodo raggiunge il suo massimo di espansione commerciale e occupazionale con otto dipendenti. Dalla fine degli anni sessanta agli anni novanta (1968-1989) La fine degli anni sessanta segna un momento di svolta per l’impresa, che avrà conseguenze per gli anni successivi. Già nel 1968 infatti si prospetta la possibilità di chiudere l’attività di ricostruzione e di concentrare il lavoro solo sul commercio e cambio gomme. Luigi e il nipote Pierluigi sono favorevoli, mentre Vittorio è dubbioso. Si decide infine di vendere i macchinari a un concorrente che ha sede in Trentino e che proprio grazie alla ricostruzione svilupperà la propria impresa. L’attività di ricostruzione consentiva tuttavia alla Taglietti di avere utili più alti rispetto al solo commercio delle gomme e quindi questo cambiamento costringe l’impresa a modificare profondamente il proprio modo di lavorare. A questa situazione già instabile si aggiungono nel 1969 la scomparsa del fondatore Luigi e la presenza nell’azienda di collaboratori non particolarmente affidabili e attenti alla gestione del lavoro. Nonostante questi presupposti Vittorio e Pierluigi iniziano la riconversione dell’attività aziendale. Il magazzino si trasforma in un centro di stoccaggio e di distribuzione delle gomme strutturato per rispondere alle esigenze di una presenza più capillare nell’area tra Milano e Domodossola. Diventa allora fondamentale uscire dall’officina non solo per consolidare i legami esistenti con gommisti e imprese ma per creare una nuova clientela composta da meccanici, rivenditori, piccole e medie imprese perlopiù nel settore dei trasporti. Di

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Gervasini

Agricoltura

Agricoltura Gervasini DENOMINAZIONE SOCIALE | Floricoltura Pasquale Gervasini srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Progettazione, realizzazione e manutenzione di verde pubblico, privato e sportivo INDIRIZZO | via Saffi 126 | 21100 Varese CONTATTI | T. 0332-227789 | F. 0332-228802 | www.gervasini.it Santino Gervasini e i suoi figli Antonio e Pasquale (1900-1945) Le ville storiche che con i loro giardini monumentali abbelliscono da secoli la città di Varese e i suoi dintorni sono state anche un importante volano per lo sviluppo economico della città. Nella provincia meno contadina della Lombardia, il settore connesso alla realizzazione e manutenzione del verde ha un peso rilevante nel complesso del comparto agricolo, facendo del territorio varesino uno dei distretti florovivaistici italiani. Quella della famiglia Gervasini e della loro impresa è una storia significativa in quanto si sviluppa per oltre un secolo parallelamente all’evoluzione del territorio e dell’economia varesini. Santino Gervasini (1850-1924) impara fin da giovane a prendersi cura dei fiori e delle piante nelle ville di Sant’Ambrogio Olona, paese d’origine della sua famiglia. Nei giardini dell’epoca si dedicava molta attenzione e molto lavoro alla coltivazione dei fiori, sia in giardino che in serra. Svolto l’apprendistato accanto ai giardinieri più esperti e appreso il mestiere, Santino decide di compiere il passaggio dall’impiego come giardiniere in una singola villa all’attività in proprio, per offrire i propri servizi ad una platea di clienti in rapida espansione. Dal matrimonio di Santino con Emilia Macchi (1850-1909) nascono Antonio (1883-1945), Pasquale (1897-1945) e Vittoria. Dopo un periodo di apprendistato con il padre, nel 1921 i due fratelli costituiscono la loro impresa, la Fratelli Gervasini, con sede in via Sacro Monte 5 a Sant’Ambrogio Olona, comune che verrà accorpato a quello di Varese sei anni più tardi. La loro attività continua ad essere quella di servizio al verde privato, con una specializzazione nella cura delle colture floreali. L’alta professionalità viene sancita da un diploma della Società orticola varesina del 1922, primo dei numerosi riconoscimenti dati all’impresa nel corso della sua attività. L’organico resta relativamente limitato e i lavori sono su scala limitata ma cresce la reputazione del nome Gervasini e i fratelli proseguono in società per vent’anni, fino alla fine del 1940. Con Antonio e Pasquale, impegnati anche nelle attività politiche del Regime, c’è spesso a lavorare anche la sorella Vittoria, detta Vittorina. La divisione del lavoro internamente alla famiglia segue da sempre un criterio preciso: le donne si occupano della vendita dei fiori e delle composizioni floreali, mentre gli uomini seguono i lavori di giardinaggio e i rapporti con i committenti, i lavoratori e i fornitori. Nel 1941 i due fratelli decidono di separarsi e nascono così la Floricoltura Pasquale Gervasini con sede in via Magenta 1, nel centro di Varese e la Floricoltura Antonio Gervasini che rimane in via Oriani a Sant’Ambrogio. Alla morte di Antonio nel 1945, quest’ultima impresa passa alla vedova Maria Daverio e al figlio Santo e prosegue la propria attività fino al 1968 con il nome “Floricoltura Antonio Gervasini di Santo Gervasini”. La famiglia di Pasquale, che ha sposato Rosa Nicolini (1899-1976) nel 1919 si è ampliata negli anni venti e trenta con la nascita di Dante (1922-1944), Franco (1925-1945), Mario (1929-1981) ed Enrico (1937), ma viene decimata nel periodo bellico durante il quale perdono la vita Dante e Franco. Alla morte di Pasquale nell’autunno del 1945 Mario è appena sedicenne e le sorti dell’impresa poggiano sulle spalle della vedova Rosa Nicolini. Rosa Nicolini e i figli Mario ed Enrico (1946-1970) Nell’aprile 1949 l’impresa viene ricostituita da Rosa Nicolini come ditta individuale: Floricoltura Pasquale Gervasini di Nicolini Rosa vedova Gervasini. La sede resta inizialmente quella di via Magenta 1, dove si trova un piccolo negozio di fiori, ma nel corso degli anni vengono aperti altri negozi, vivai e centri per la coltivazione in serre. L’impresa continua la manutenzione del verde nei giardini privati ma sotto la guida di Rosa Nicolini si afferma anche nella vendita di fiori recisi e di composizioni floreali. Nell’affiancamento della madre si sono intanto formati i figli Mario e Enrico, cui si deve il rilancio dell’attività nel settore della realizzazione e manutenzione del verde. Nella scia del cosiddetto boom, l’impresa cresce molto rapidamente, adattandosi alle necessità di un mercato in evoluzione. Integrandosi con la filiera dell’edilizia, la Gervasini si propone per interventi su scala più ampia, sia per la committenza privata che per le pubbliche amministrazioni. Vengono realizzate aree verdi per nuovi complessi residenziali e per insediamenti industriali, ampliando anche l’area geografica di intervento. Grazie ad un rapporto che si consolida negli anni, l’Eni affida alla Gervasini la realizzazione e la manutenzione del verde in numerose aree di servizio autostradali, impianti industriali (Gela, Pisticci, Ferrara) e centri direzionali (Eur a Roma e Metanopoli a San Donato Milanese). Dal 1959, conclusi i lavori di piantumazione di Metanopoli la Gervasini ha mantenuto una sede operativa a San Donato Milanese per gestire più facilmente i lavori nelle aree di Milano e Pavia. Dopo la morte di Enrico Mattei l’impresa realizza e dona all’Eni, su progetto del grande paesaggista Pietro Porcinai, il parco memoriale di Bascapè (Pv). Nel gennaio 1966 i due fratelli entrano in società con la madre e il capitale di 300.000 lire viene suddiviso in parti uguali tra i tre soci. La sede principale era già stata trasferita da alcuni anni con l’abitazione in via Oriani, mentre l’attività commerciale prosegue con un negozio in via Avegno e un chiosco in piazza della Repubblica. L’impresa cresce anche sul piano numerico e il personale impiegato raggiunge un massimo di 80 persone tra gli anni sessanta e settanta. Nel settembre 1970 viene inaugurata la nuova sede in via Saffi alla presenza dell’allora ministro dell’agricoltura Lorenzo Natali. Oltre ad uffici, vivaio e serre, nella nuova sede viene aperto uno dei primi garden center in Italia. Si tratta di un’esperienza pionieristica che darà con gli anni ottimi risultati economici e di immagine. Accanto alla nuova sede viene costruita anche una palazzina a due piani i cui appartamenti vengono assegnati alle famiglie dei capisquadra.

Agosto 6, 2026 / Commenti disabilitati su Gervasini
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CAMERA DI COMMERCIO DI VARESE

piazza Monte Grappa, 5, Varese

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