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G. Bianchi

Commercio

Commercio G. Bianchi DENOMINAZIONE SOCIALE | Società per azioni Giuseppe Bianchi alimentari e coloniali FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Commercio all’ingresso di generi alimentari e coloniali INDIRIZZO | Via Roma 21/a | 21045 | Gazzada Schianno (VA) CONTATTI | T. 0332-872111 | F. 0332-870803 | www.gbianchi.it Origini e primi sviluppi (1908-1926) Giuseppe Bianchi, nato a Tradate nel 1883, a venticinque anni ha già preso le decisioni fondamentali della sua vita: si sposa con Paola Bernasconi, abbandona gli studi universitari, lavora presso le imprese altrui per poi metterne in piedi una propria. Questa nasce nel 1908 con l’apporto decisivo di capitali di uno zio della moglie, ingegnere ferroviario in Argentina, che crede nelle capacità dell’intraprendente Giuseppe: una piccola drogheria nel centralissimo corso Matteotti di Varese, all’epoca corso Vittorio Emanuele. Ma è con la successiva esperienza che Giuseppe si fa le ossa da imprenditore. Insieme alla moglie e grazie anche al sostegno dell’allora Credito varesino, Giuseppe affianca presto alla drogheria un esercizio all’ingrosso di generi alimentari, che apre i battenti in via Sempione sempre a Varese. È l’intuizione giusta, perché la nuova attività conosce da subito una crescita straordinaria, intercettando le trasformazioni economiche dell’epoca, basate sullo sviluppo dei traffici coloniali e delle vie di comunicazione, che richiedono strutture commerciali più moderne e idonee alla concentrazione e distribuzione delle merci. Sotto la spinta del crescente bisogno di spazio, nel 1926 l’attività di commercio all’ingrosso si trasferisce a Gazzada , un piccolo comune contiguo a Varese, dove ha tuttora sede la società. La scelta del luogo è particolarmente felice, perché situato tra la strada provinciale che collega Varese a Gallarate e la linea ferroviaria statale che congiunge il nord al sud. E, oggi, con l’aeroporto Malpensa a due passi. Sorge così, sempre con l’aiuto della “banca amica”, un grande e per l’epoca moderno complesso commerciale, che rappresenta anche una delle prime edificazioni in cemento armato realizzate nella provincia di Varese. Insomma, l’impresa giusta al momento giusto nel posto giusto. La grande crescita (1927-1969) La drogheria di Varese è l’emporio al minuto per le famiglie, dove si trova e si compra di tutto e si respirano odori di cui si è persa la memoria. Altre drogherie Bianchi verranno in seguito aperte nei comuni di Tradate, Gallarate, Mortara, Novara e Milano, contribuendo a rafforzare l’immagine dell’impresa, anche se cesseranno via via l’attività. Il centro ingrosso di Gazzada è invece al servizio delle piccole aziende commerciali sparse nella zona. Dispone di un efficiente raccordo ferroviario, di grandi piazzali per gli autotreni e di magazzini per lo stoccaggio e la conservazione delle merci. Proprietario dei terreni sui quali sorge il complesso, Giuseppe Bianchi fonda, alla fine degli anni trenta, una propria società immobiliare. L’attività si allarga al ramo industriale, con la produzione diretta di concentrato di pomodoro in Emilia, l’acquisizione in Libia di una tonnara per la pesca e la lavorazione del tonno. È del 1941 l’apertura a Lissone di un’azienda, l’Acsal, che inizia a produrre scatolette di carne conservata in gelatina (la famosa carne Montana), registrando un enorme successo. Anche Gazzada è un po’ come uno stabilimento dove si confeziona un’incredibile varietà di prodotti. La moltiplicazione e la valorizzazione di una pluralità di marchi propri (come ad esempio il Molino Rosso) o di fabbrica rappresenta un aspetto peculiare della strategia commerciale perseguita dall’impresa. Questo orientamento al fare “tutto in casa” verrà negli anni abbandonato con la crescente focalizzazione sull’attività distributiva in senso stretto. Nel 1951 la ditta Bianchi si trasforma in “Commerciale Giuseppe Bianchi spa”, con sede legale a Milano e sede operativa a Gazzada. In quel periodo l’impresa ha 100 addetti circa, una dimensione che rimarrà sostanzialmente invariata nel tempo.L’intesa con il Credito varesino non viene mai meno, al punto che Giuseppe Bianchi, detentore di un consistente pacchetto di azioni, ne diventa consigliere. E se il Credito varesino è la banca di Giuseppe, questi è a sua volta la “banca” dei suoi clienti, ai quali concede di ritardare i pagamenti. Una generosità che Giuseppe mostra anche nei riguardi dei dipendenti, specie se bisognosi, ai quali è legato da un rapporto di genuino e affabile paternalismo. Alla fine degli anni sessanta la vecchia drogheria amplia i propri spazi con la totale ristrutturazione dell’immobile all’angolo tra corso Matteotti e piazza Carducci. Poco dopo la società realizza in via Manzoni un imponente edificio, caratterizzato da una serie di gallerie di raccordo tra alcune vie cittadine, che ospitano negozi e boutique di un certo livello. Ancora una volta Giuseppe, ormai anziano, ha colto i segni del tempo: l’evoluzione degli stili di vita e l’affermarsi di consumi più sofisticati, che di certo trovano nella ricca Varese un ambiente particolarmente favorevole al loro sviluppo. Dall’ingrosso tradizionale al cash & carry (1970-1999) L’ultraottantenne Giuseppe è alle prese con il problema della trasmissione dell’impresa. Ha avuto due figlie, che non si sono mai occupate dell’azienda, mentre i nipoti sono ancora troppo giovani per poterlo fare. Coinvolge allora alcuni dei collaboratori più meritevoli di fiducia, tra cui l’attuale amministratore delegato Gianpaolo Bianchi, riservando loro l’intero aumento di capitale (da 300 a 450 milioni di lire) deliberato dall’assemblea straordinaria dei soci nell’ottobre del 1970 con l’obiettivo di rilanciare l’azione della società, che contestualmente incorpora al suo interno il ramo immobiliare. L’anno successivo – dopo l’adeguamento degli immobili di Gazzada e la razionalizzazione organizzativa con l’istituzione di tre direzioni (generale, vendite e acquisti) – inizia l’attività di cash & carry . La Bianchi è uno dei primi operatori di commercio all’ingrosso italiani ad adottare questa formula moderna – nata negli Stati Uniti e sviluppatasi poi in Europa nei primi anni sessanta – che è in buona sostanza un ingrosso self-serviceriservato agli operatori autorizzati non consumatori finali. Questo cambiamento, avvenuto senza alcun aiuto finanziario, non implica però lo smantellamento della rete degli agenti di vendita, che continuano a curare il rapporto diretto con i clienti. Nel 1972, a quasi novant’anni, il commendator Giuseppe Bianchi muore, proprio mentre nasce il Consorzio C3 , un gruppo di acquisto tra grossisti, di cui poco dopo diventa

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Fratelli Buzzetti

Artigianato

Artigianato Fratelli Buzzetti DENOMINAZIONE SOCIALE | F.lli Buzzetti snc di G. Buzzetti & c. FORMA GIURIDICA | Società in nome collettivo ATTIVITÀ PRINCIPALE | produzione di pesi per prove sulle bilance e commercio di apparecchi per pesature INDIRIZZO | Via Varesina, 8| 21040 | Jerago con Orago (VA) CONTATTI | T. 0331–217430 | F. 0331-736279 Nel territorio dei bilanciai (1900-1934) Giovanni Buzzetti nasce a Jerago con Orago nel 1881. Come spesso succede in quest’epoca, abbandona prematuramente la scuola fermandosi alla “licenza” di terza elementare. Lavora quindi come apprendista presso una ditta di Gallarate che porta il suo stesso cognome: la “Buzzetti pesi e misure”. Con lo sviluppo degli scambi e dei commerci, nell’area tra Gallarate, Cavaria e Oggiona è sorto un polo di eccellenza specializzato nella produzione, vendita ed esportazione di bilance. Nel 1886 nasce a Oggiona con Santo Stefano la stessa Italiana Macchi, storica impresa del settore attiva ancora oggi. Ultimata la fase dell’apprendistato, Giovanni Buzzetti decide di mettersi in proprio. Nel 1908 costituisce la ditta individuale F.lli Buzzetti per la produzione di strumenti di misura, con laboratorio a Jerago con Orago e due anni dopo apre una filiale a Milano in via Settala, gestita insieme al fratello Mario, succedendo a una preesistente attività condotta da Giacomo Ferioli. Bilancia costruita dall’impresa Buzzetti. Anni venti – trenta, Archivio d’impresa.Dopo l’introduzione del sistema metrico decimale avvenuta nel 1861, una serie di regi decreti provvedono nel frattempo a uniformare e regolamentare la fabbricazione di pesi e misure in tutto il territorio nazionale. Durante la Prima guerra mondiale, la ditta Buzzetti produce bilance per l’esercito italiano, oltre che per la clientela tradizionale rappresentata da grossisti e rivenditori. Una parte significativa della produzione viene inoltre esportata in Argentina. Si realizzano sia bilance comuni, di uso domestico o commerciale, che bilance speciali, come il pesa bambini o quelle di precisione destinate alle farmacie. Le maestranze dell’impresa Buzzetti negli anni venti. Archivio d’impresa. Nel 1923 la ditta Buzzetti è premiata con la medaglia d’oro alle Esposizioni internazionali di Roma e di Anversa. Nel 1929 Giovanni recede dalla società con il fratello Mario, che la prosegue autonomamente come ditta individuale fino al 1961, quando si ritira dall’attività. All’inizio degli anni trenta l’impresa conta dai 15 ai 20 dipendenti: i fabbri-artigiani forgiano con l’incudine e il martello l’ottone portato ad incandescenza nella fucina, ottenendo piatti di diversa forma e ampiezza; la cassa della bilancia può essere in legno, impreziosita da intarsi nella versione di lusso, o in marmo se utilizzata da macellerie e salumerie. Laboratorio e abitazione di famiglia si trovano in via all’Autostrada di Jerago con Orago. Da piccola impresa a microimpresa famigliare (1935-1980) Nel 1935 la ditta F.lli Buzzetti di Giovanni Buzzetti cessa l’attività e viene quindi ceduta, con l’inizio del 1937, a Guglielmo Buzzetti, nato nel 1914, figlio di Giovanni, che continua peraltro a prestare la propria opera in laboratorio. L’impresa conserva la forma giuridica di ditta individuale e assume la nuova denominazione di “Buzzetti Guglielmo”.A seguito dei danneggiamenti subiti durante la Seconda guerra mondiale, chiude invece per sempre la “succursale” di Milano. L’officina artigiana di Jerago con Orago si trasferisce nella vicina via Varesina, dove, nel rispetto della contiguità fisica tra casa e bottega, va ad abitare anche la famiglia. Pubblicità della bilancia marca Sibar costruita dall’impresa Buzzetti negli anni trenta. Archivio d’impresa. A partire dagli anni cinquanta, Guglielmo assume definitivamente la guida dell’impresa e introduce nuovi e più moderni macchinari, iniziando ad automatizzare lavorazioni sino a quel momento eseguite quasi esclusivamente a mano. Egli è coadiuvato per alcune operazioni, come la prova peso dei pezzi creati con le macchine, dalla moglie Anna Simonetta. Dei 15 dipendenti di un tempo sono rimasti soltanto due operai, che lasciano poi la Buzzetti per lavorare altrove. Quando, nel 1963, muore Giovanni Buzzetti, gli addetti al laboratorio sono in pratica ridotti a due: il titolare e la moglie. Il venir meno delle esportazioni di bilance in Argentina è compensato, sopratutto a partire dalla seconda metà degli anni settanta, dall’aumento della clientela locale e nazionale, perseguito attraverso l’affidabilità dei prodotti e, per un’impresa che non ha mai investito in pubblicità, con il passaparola delle aziende acquirenti. In questo periodo la fabbricazione di bilance meccaniche combinate con i pesi costituisce ancora il business principale della Buzzetti. Ad essa si aggiunge la produzione di “bronzine” o cuscinetti in bronzo, di pesi (anche di 1.000 kg) per controllare le pese di elevata portata, nonché di contrappesi per effettuare le prove di trazione di determinati macchinari. Bilancia costruita dall’impresa Buzzetti negli anni settanta. 2012, Archivio fotografico Centro per la cultura d’impresa.L’incremento delle richieste è affrontato con l’inserimento attivo nel laboratorio, in qualità di coadiuvanti, dei figli maschi del titolare, che da sempre vivono a contatto con la bottega paterna. Giorgio, nato nel 1952, frequenta le scuole serali, lavora per qualche anno in una fabbrica di ingranaggi e quindi rientra nell’azienda di famiglia. Giovanni, nato nel 1960, frequenta sino al terzo anno la scuola per perito meccanico e nel 1979, dopo il servizio militare, affianca il fratello e il padre nella conduzione del laboratorio. Giorgio e Giovanni hanno due sorelle, che intraprendono percorsi lavorativi differenti: tuttavia una di loro, impiegata presso una ditta, dà una mano per la tenuta della contabilità. La crisi delle bilance meccaniche e il difficile presente (1981-2011) La buona dinamica degli ordinativi prosegue negli anni ottanta e porta, nel 1986, alla ristrutturazione e all’ampliamento dell’officina, che raddoppia la superficie operativa (da 150 a 300 mq), consentendo una disposizione e un uso più efficienti di macchinari e attrezzature. Il processo produttivo è ormai del tutto automatizzato, mentre gli interventi più propriamente manuali si limitano a poche fasi lavorative quali la limatura-taratura dei piccoli pesi da un grammo, che implica una pazienza e precisione da farmacista. Per onorare l’80° della nascita dell’impresa viene realizzata una bilancia speciale, che prende lo spunto da un vecchio modello degli anni venti conservato in una vetrinetta dell’ufficio. Un oggetto quest’ultimo che potrebbe ben figurare nel Museo della bilancia di Campogalliano, in provincia di Modena. Pesa per

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CAMERA DI COMMERCIO DI VARESE

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