Industria Italiana Macchi DENOMINAZIONE SOCIALE | Italiana Macchi spa FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Produzione di bilance, strumenti per pesare, loro parti e food machinary INDIRIZZO | Via G. Matteotti 1 | 21040 | Oggiona S. Stefano (VA) CONTATTI | T. 0331-217079 | F. 0331-218331 | www.italianamacchi.it Dalla stadera alla bilancia semiautomatica (1886-1929) Francesco Macchi nasce nel 1858 da una famiglia di “contadini possidenti” di Oggiona con Santo Stefano, un piccolo comune del Varesotto, suddiviso tra le frazioni di Oggiona e Santo Stefano, che all’epoca conta meno di 800 abitanti.Secondo la tradizione famigliare, dal 1871 Francesco lavora per 15 anni come operaio alle dipendenze della ditta “Buzzetti pesi e misure” di Gallarate, scuola di altri bilanciai-imprenditori della zona, e acquisisce così notevole esperienza in un settore il cui sviluppo sta originando nel territorio locale un polo di eccellenza industriale.Si segnala in parallelo la presenza di un documento dell’archivio camerale di Milano in base al quale Francesco ha un esercizio per la fabbricazione e il commercio di pesi e misure a Milano in corso Porta Ticinese n. 89. Nel 1886 Francesco Macchi con un amico, due giovani apprendisti e un capitale sociale di “quattro marenghi d’oro” costituisce a Santo Stefano la ditta “Francesco Macchi pesi e misure”, un’officina meccanica per la costruzione di stadere destinate alle piccole come alle grandi portate, che sorge in uno stanzone del centro del paese. Grazie a un fratello di Francesco emigrato in Argentina, l’impresa inizia presto a esportare bilance in alcuni paesi sudamericani.La crescita dell’attività conduce nel 1896 allo spostamento dell’officina nella sede più ampia di uno stabile di via Garibaldi, che sorge accanto all’abitazione di famiglia. Dotato di elevate capacità tecniche e ideative, Francesco Macchi progetta e produce, a partire dai primi anni del Novecento, la bilancia a pendolo. Silvio Macchi, il primogenito dei cinque figli di Francesco nato nel 1890, frequenta le scuole tecniche di Seregno e inizia giovanissimo a lavorare con il padre, seguito dal fratello Ercole, nato nel 1892; nascono quindi Rosa (1897), Enrico (1901) e Luigi (1905). Intorno al 1910 l’impresa, ormai affermatasi sul piano nazionale, ha una ventina di dipendenti ed esporta i suoi prodotti in Sud America, in Svizzera e in Egitto. Nel 1915 la gamma dei prodotti Macchi si arricchisce del bilancino di precisione per la misurazione delle piccole quantità. Nei primi anni venti il mercato degli strumenti di pesatura è interessato da una grande innovazione: l’invenzione e la diffusione della bilancia semiautomatica a due piatti, destinata a soppiantare la tradizionale stadera. L’ufficio tecnico della Macchi progetta, avvalendosi delle competenze di Enrico Blasi, teorico di metrologia, un proprio modello di bilancia semiautomatica.La collaborazione tra la Macchi e il cavalier Blasi porta alla costituzione della Sabai (Società anonima bilance automatiche italiane), marchio con il quale nel 1927 entra in produzione, nelle officine di Santo Stefano, la nuova bilancia. Essa è chiamata “l’Italiana” , per distinguerla dalla bilancia dell’olandese Berkel, molto diffusa in Italia, ma forse anche per essere in linea con l’ideologia nazionalista del periodo: lo slogan dell’azienda è “Preferite l’Italiana”. Due anni dopo, nel 1929, muore Francesco Macchi. Gli succedono i figli, i quali danno luogo ad una società di fatto la cui ragione sociale, “Francesco Macchi pesi e misure”, rimane invariata. Enrico affianca Silvio nel settore amministrativo, Ercole e Luigi sono responsabili tecnici, mentre Rosa, casalinga, non riveste ruoli operativi in azienda. La crescita industriale (1930-1965) Sciolta la Sabai, le bilance semiautomatiche marchiate Italiana Macchi, prima nel modello a due piatti e poi, a partire dal 1934, in quello a un piatto, che elimina l’uso dei pesi-campione, registrano un notevole successo di mercato. La società si dota di un’efficiente rete di rivenditori e concessionari, investe nella pubblicità, partecipa sin dalla prima edizione del 1920 alla Fiera campionaria di Milano. Nel 1939 i tecnici della Macchi progettano la bascula automatica a un giro, uno strumento sino ad allora importato dall’estero e prodotto per la prima volta da un’impresa italiana. Dopo la stasi della Seconda guerra mondiale, l’attività riprende con la fabbricazione, nel 1946, delle prime e “classiche” affettatrici a volano, seguite da quelle a gravità, nonché da altre attrezzature per l’industria alimentare (dal tritacarne al segaossa). Luciano Macchi, nato nel 1924, figlio di Silvio, diploma di perito industriale, fa il suo ingresso in azienda e ne assume in breve tempo la guida. Nel 1950 l’impresa, che ha raggiunto i 100 dipendenti, viene regolarizzata in snc. Poco distante dalla Macchi nasce nel 1950 la Omas, storica impresa del campo delle affettatrici, mentre diverse industrie più piccole del settore si affermano con il tempo in tutta la zona. Sono anni di grande fervore creativo , che vedono l’ufficio tecnico della Macchi particolarmente impegnato nella progettazione di nuovi prodotti. Nel 1951 nasce la bilancia per oreficerie e laboratori, seguita nel 1953 – con l’arrivo in azienda del giovane tecnico toscano Aldemaro Magni – dalla bilancia rotativa a giri multipli e dal design originale. Come a coronare una storia di successi che dura da oltre 70 anni, nel 1958 la snc “Francesco Macchi pesi e misure” si trasforma in società per azioni e assume la denominazione “Italiana Macchi”, che riecheggia il marchio Italma già adottato da tempo dall’azienda. Luciano Macchi è nominato amministratore delegato della nuova società, presieduta dallo zio Ercole, il capitale sociale passa da 1 a 25 milioni di lire. Lo stabilimento di via Garibaldi, ampliatosi nel corso degli anni, dispone di un grande salone di verniciatura interno. Nel 1960 muore Ercole Macchi e suo fratello Silvio viene designato nuovo presidente della società. Nel 1961, a ulteriore riprova della fase di crescita che l’impresa sta attraversando, entra in funzione una fonderia per la produzione di ghisa normale e sferoidale, di proprietà della Italiana Macchi, sita in frazione Oggiona su un’area di 7.500 metri quadrati. Per la gestione dello stabilimento viene costituita la Italfusioni spa, che nel 1965 è incorporata nella società madre. In questi anni inizia la fabbricazione di dosatori automatici e di moderni sistemi di pesatura industriale. Il contesto territoriale assume le caratteristiche