Industria Carlsberg Italia DENOMINAZIONE SOCIALE | Carlsberg Italia spa FORMA GIURIDICA | Società per azioni ATTIVITÀ PRINCIPALE | Produzione e commercio all’ingrosso di birra e bevande alcoliche e analcoliche INDIRIZZO | Via Olona 103 | 21056 | Induno Olona (VA) CONTATTI | T. 02-93536911 | www.birrificioporetti.it Dalla nascita della birra Poretti agli anni venti del Novecento (1877-1919) Angelo Poretti, nato nel 1829 a Vedano Olona, decide di lasciare in gioventù la provincia varesina per andare a lavorare tra Austria, Germania e Boemia prima come manovale, poi come operaio e infine come appaltatore di alcune linee ferroviarie. A metà degli anni Settanta, insieme alla moglie la boema Franziska Peterzilka, decide di tornare in Italia e d’investire la discreta ricchezza accumulata nella produzione della birra che tanto successo incontra nell’Europa centrale. La sua idea è quella di introdurre in Italia un nuovo tipo di birra – la boema Pilsner – che rispetto a quelle vendute fino a quel momento (la “Vienna” e la “Chiavenna”) è più leggera ed è prodotta con ingredienti di prima qualità. Della bontà dell’iniziativa si è convinto attraverso la sua lunga esperienza mitteleuroepa. A Induno Olona individua l’area dove costruire il proprio impianto. Si trova in prossimità delle grotte della Valganna, dove c’è una sorgente, detta “fontana degli ammalati”, molto famosa non solo nel circondario ma persino a Milano per i suoi effetti definiti “miracolosi”. Angelo Poretti acquista entrambi con un effetto pubblicitario immediato: l’acqua della “fontana degli ammalati” diventa la base della sue birra. In breve, acquista la fabbrica della cessata Amideria del Dones, fa arrivare dall’estero macchinari, materie prime e il primo mastro birraio. L’impresa, creata nel 1877 e formalizzata tre anni dopo con la costituzione della Poretti Angelo e C., conquista una grande popolarità qualche anno dopo, nel 1881, in occasione dell”Esposizione Universale che si tiene a Milano. L’elegante chalet svizzero che ospita l’azienda varesina, infatti, è letteralmente preso d’assalto da una folla di visitatori che vuole assaggiare la pilsner italiana. Negli anni seguenti, l’impresa cresce e questo nonostante un mercato allora come adesso caratterizzato da consumi pro-capite molto bassi rispetto alle media europea (oggi siamo intorno ai 30 litri) e un’estrema frammentazione dei punti vendita. Oltre alla sua esperienza imprenditoriale, Angelo Poretti è attivo anche nella vita pubblica ed economica. Negli anni, infatti, ricopre la carica di consigliere comunale a Varese e di sindaco a Vedano Olona, mentre a metà anni ’80 viene nominato presidente del Comitato permanente dell’associazione dei birrai. Non ha figli e alla sua morte, nell’ottobre del 1901, gli succedono i nipoti (figli delle sorelle) Edoardo Chiesa, i fratelli Angelo e Tranquillo Magnani e Francesco Bianchi (scomparso nel 1918). Fino allo scoppio della prima guerra mondiale, l’azienda fa registrare risultati molto positivi tanto da inserirsi stabilmente al vertice della graduatoria nazionale per ettolitri di birra prodotti. Intanto, nel 1905, le accresciute esigenze produttive hanno spinto i due nipoti a rinnovare l’impianto produttivo di Induno Olona. Il progetto viene affidato allo studio tedesco Bihl e Woltz, che realizza uno stabilimento in puro stile Jugendstil in grado di coniugare perfettamente tecnologia industriale con l’arte. Gli eredi di Poretti e la cessione dell’impresa alla famiglia Bassetti (1920-1974) Nel dicembre del 1922, l’impresa si trasforma in società anonima per attrarre nuovi capitali e per avviare un nuovo processo di rimodellamento gestionale e organizzativo. L’operazione riesce ed è proprio il Credito Varesino ad entrare nel capitale sociale e questo rende possibile iniziare i lavori di ampliamento, realizzato in più fasi, del complesso produttivo. Nel maggio del 1924, proprio quando il mercato ricomincia ad inviare segnali di normalità dopo il difficile dopoguerra, scompare Angelo Magnani. Le conseguenze della grande crisi mondiale scoppiata nell’autunno del ’29, sono pesanti anche per la S.A. Birra Poretti. La produzione di birra, infatti, crollava dai 120 mila ettolitri del 1922 ai 14 mila del 1934. Nello stesso anno, muore Tranquillo Magnani e a dirigere l’impresa rimane il solo Edoardo Chiesa. Sono anni difficili, la particolare congiuntura spinge i consumi al ribasso e tra questo non può mancare anche la birra. Ormai sull’orlo della chiusura, nel gennaio del 1939, l’azienda viene salvata dalla famiglia Bassetti, che peraltro è già presente nel settore essendo proprietaria del birrificio Spluga di Chiavenna. Il legame profondo tra Varese ed il Birrificio Angelo Poretti è testimoniato in questo caso dal bar della stazione, completamente personalizzato con il marchio Poretti. Non solo un luogo di distribuzione, ma anche e soprattutto di comunicazione. Anni sessanta, Archivio d’impresa.Dal dopoguerra in avanti, sotto la guida del commendatore Giannino Bassetti, si concretizza il rilancio dell’impresa che arriva a produrre oltre mezzo milione di ettolitri di birra. Nel 1957, l’intera attività dello stabilimento chiavennasco della Birra Spluga è concentrato nell’impianto di Induno Olona. Nello stabilimento varesino lavorano fino a duecento operai, di cui un gran parte donne che si occupano solo dell’imbottigliamento. La manodopera femminile, tra gli anni ’60 e ’70, viene completamente sostituita da quella maschile. La crescita dell’impresa avviene non solo diversificando la produzione di birra, ma anche potenziando la struttura e la rete commerciale. Il lancio nel 1969 di un marchio destinato ad un grande successo come quello “Splügen Bock” e il lancio delle prime birre “dry” sono anche la concreta testimonianza dell’attività di ricerca e sviluppo svolta all’interno del laboratorio aziendale, che arriva alla fine degli anni Sessanta ad occupare una quindicina di tecnici. Lo shock petrolifero del 1973, tuttavia, ha conseguenze pesanti sulla vita dell’impresa varesina, che proprio in quel momento, con l’acquisizione dello stabilimento Henmed di Ceccano, che produceva col marchio “Skol”, nel Frusinate, sta tentando di allargare all’Italia centrale e meridionale il proprio mercato di vendita. Dagli anni Settanta al Duemila (1975-2000) Al forte rincaro delle principali voci di costo (materie prime, trasporti, energia, etc.) la Poretti risponde con alcuni tagli nell’organico, ma soprattutto siglando nel 1975 un accordo con il gruppo Carlsberg (ai tempi denominato United Breweries A/S in seguito alla fusione del 1970 tra Tuborg e Carlsberg) per la produzione e la commercializzazione dei marchi “Tuborg” e “Carlsberg” in Italia. In questi anni