Industria Venzaghi Centro Industriale Srl DENOMINAZIONE SOCIALE | Venzaghi Centro Industriale Srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Locazione di beni immobili propri INDIRIZZO | Via f.lli Cairoli 6 | 21052 | Busto Arsizio (VA) CONTATTI | T. 0331-632284 | F. 0331-632284 L’avvio dell’attività e i suoi primi sviluppi (1871-1905) Nel 1871, l’appena ventenne Achille Venzaghi, dopo un breve periodo di apprendistato presso un’impresa locale, avvia a Busto Arsizio una piccola produzione di scialli di cotone basata su pochi telai a mano. L’iniziativa nasce sotto il nome del padre Giuseppe Venzaghi, un commerciante in oro che però, nell’ultima parte della sua attività lavorativa, si era occupato della commercializzazione di tessuti . Da qui deriva, probabilmente, la scelta di Achille che, grazie alle sue capacità, sviluppa ben presto la neonata ditta. Nel 1876, infatti, lo stesso Achille Venzaghi costituisce una società con gli zii Bossi e Restelli (Bossi, Restelli & C.) per poter ampliare l’attività. Nel 1881 la società si scioglie, sostituita dalla Ditta F.lli Venzaghi di Giuseppe che Achille fonda insieme ai suoi due fratelli, Luigi e Pietro, per la produzione di scialli e stoffe di cotone con telai a mano. La ditta viene installata in uno stabilimento di via XX Settembre ottenuto in affitto dalla Ditta Carlo Candiani. Dopo solo un anno, la F.lli Venzaghi è già in grado di far costruire degli stabilimenti propri, nell’attuale via Mazzini, adibiti a tintoria e a tessitura. Nel 1887, Achille Venzaghi compie il suo primo viaggio in America del Sud seguendo l’amico Enrico Dell’Acqua – un vero e proprio pioniere nella sua attività di apertura di sbocchi commerciali internazionali per l’industria tessile dell’Alto Milanese – proprio con lo scopo di organizzare una rete di vendita stabile per l’esportazione dei propri prodotti. La crescita delle ordinazioni di tessuti, dall’Italia e dall’estero, spinge l’impresa a sostituire i telai manuali con quelli meccanici per aumentare la capacità produttiva, impiantando così, nel 1892, uno dei primi stabilimenti di tessitura meccanica della zona. I telai meccanici, utilizzati per la fabbricazione di tessuti greggi e colorati per pantaloni, sono inizialmente cento ma aumentano continuamente fino a raggiungere il numero di 450. Negli stessi anni, Achille Venzaghi compie viaggi in Egitto e Turchia alla ricerca di nuovi mercati, ottenendo nuove commesse che contribuiscono alla continua crescita dell’impresa. Dal 1906 al 1928 Nel 1906, la Ditta Fratelli Venzaghi di Giuseppe, ormai una tra le più affermate aziende tessili bustesi, viene trasformata nella Società Anonima Cotonificio Venzaghi. A capo dell’impresa vi sono Achille Venzaghi, presidente del consiglio d’amministrazione, e il fratello Pietro. L’anno successivo, l’impresa attua un programma di ampliamento delle proprie attività con la costruzione di una filatura di cotone americano di circa 12.000 fusi. Questo processo di espansione non si arresta nemmeno dopo il 1907, anno in cui tutto il settore registra una prima crisi di sovrapproduzione. Nel 1909, infatti, viene decisa la creazione di un nuovo impianto di filatura e si perfeziona la capacità produttiva degli impianti completando i reparti tintoria e preparazione: l’obiettivo è il raggiungimento del ciclo completo di lavorazione del cotone, dalla materia prima al tessuto finito. L’avvento della Prima guerra mondiale porta gravi difficoltà all’industria cotoniera dell’Alto Milanese a causa della carenza di materia prima, di energia, di combustibile e per la chiusura dei mercati d’oltremare, tanto faticosamente conquistati pochi anni prima. Questo difficile periodo viene superato grazie alle importanti forniture commissionate per l’esercito italiano e anche francese che divengono, anzi, un’ulteriore occasione di crescita. A guerra conclusa, nel 1918, Achille Venzaghi, in memoria del figlio Carlo, deceduto durante il servizio militare, istituisce un fondo pensioni per i dipendenti del cotonificio divenuti inabili al lavoro ed una cassa di maternità per le proprie operaie gestanti. Nel 1920, nell’ambito di una politica di diversificazione degli investimenti, dovuta alle difficoltà che anche il Cotonificio Venzaghi si trova ad affrontare negli anni dell’immediato dopoguerra, la società partecipa alla costituzione dell’Istituto autonomo bustese per le case popolari, alla costituzione della Società agricola italo-somala e prende parte all’aumento del capitale sociale della Società anonima consorzio utenti nafta. Nel 1921, Achille Venzaghi si ritrova coinvolto senza colpa, in quanto socio fondatore, nello scandalo del fallimento della Banca Italiana di Sconto, un istituto ben articolato in Italia e all’estero, ma fondato ed operante in modo particolare nell’Alto Milanese. In questi anni Giovanni Venzaghi, figlio di Achille, dirige la società insieme ai cugini Silvio e Mario. Nel 1924, a seguito di una nuova ripresa della domanda di tessuti, il Cotonificio acquista dall’Anonima manifattura di Gemonio, uno stabilimento di tessitura situato a Cimbro, nei pressi di Vergiate, poi completamente rinnovato. Negli stessi anni, la fase di espansione del Cotonificio trova un freno nella riduzione della manodopera disponibile, rendendo necessario il reclutamento di forza lavoro in zone più lontane. L’impresa allora, inizia la costruzione di una casa operaia di 147 locali che concede in locazione solo alle famiglie di operai alle dipendenze della società stessa Fra il 1926 e il 1929, vi sono nuove acquisizioni di stabili adiacenti alla proprietà della società per la costituzione di nuove case operaie e per l’ampliamento della filatura – che aumenta nel 1928 a circa 24.000 fusi – e dei magazzini. Dal 1929 al 1939 La crisi economica dei primi anni trenta – col crollo dei prezzi all’ingrosso e la perdita di alcuni mercati esteri dovuti alla concorrenza delle industrie inglesi, americane e giapponesi – colpisce anche il Cotonificio Venzaghi che riduce l’orario lavorativo a quattro giornate settimanali. La grave crisi cotoniera e l’assoluta mancanza di ordini sia per l’esportazione sia per il mercato interno, costringono l’impresa a produrre per il magazzino allo scopo di non ridurre ulteriormente le giornate lavorative e, soprattutto, di non ricorrere a licenziamenti che saranno però necessari a partire dal 1932, anno in cui si assiste ad una migliore razionalizzazione del reparto filatura. Nel 1933, muore Achille Venzaghi, sostituito nella carica di presidente dal fratello Pietro. Nel 1934, entra nel consiglio di amministrazione Antonio Ferrario, marito di Maria Venzaghi, figlia di Achille. Viene creato un Fondo Achille Venzaghi,