Servizi Ghiggini DENOMINAZIONE SOCIALE | Ghiggini 1822 di Ghiggini Emilio & c. snc FORMA GIURIDICA | Società in nome collettivo ATTIVITÀ PRINCIPALE | Galleria d’arte INDIRIZZO | Via Albuzzi 17 | 21000 | Varese CONTATTI | T. 0332-284025 | www.ghiggini.it Un’impresa al servizio dei benestanti (1822-1924) Eugenio Ghiggini, discendente da una delle più antiche famiglie di Varese, ha appena vent’anni quando, nel 1822, costituisce una ditta per l’attività di “indoratore di incarrozzamenti e serramenti”, con sede in piazza delle Oche (oggi piazza Marsala). Abile disegnatore, Eugenio decora mobili, infissi, oggetti, carrozze nonché le sontuose ville sparse sui colli e nei dintorni dell’allora borgo di Varese, appartenenti per lo più a famiglie aristocratiche e benestanti milanesi che in questi luoghi amano recarsi in villeggiatura. La cura e l’ingegno con cui vengono eseguiti i lavori portano al rapido successo dell’impresa, che sviluppa un’attività del tutto nuova nel contesto varesino e per la quale sino ad allora occorreva rivolgersi a Milano.  I quattro figli di Eugenio Ghiggini, ferventi patrioti, lasciano provvisoriamente la bottega paterna per partecipare alle guerre d’Indipendenza combattendo nelle fila garibaldine. Soltanto due di loro, Emilio e Ferdinando, proseguono poi l’attività del laboratorio di piazza delle Oche e costituiscono, alla morte del padre, la ditta F.lli Ghiggini, mentre Giuseppe dà vita ad una propria bottega di decoratore, rivaleggiando con i fratelli. Nel 1897 l’impresa passa nelle mani del figlio di Emilio, Achille, che sposa Rosa Bizzozzero, sorella dell’artista Attilio, e trasferisce l’attività nella più ampia sede di via Broggi, venendo poi affiancato dai propri figli Gaetano ed Emilio. Nel 1924 i Ghiggini festeggiano insieme a tutti i dipendenti, seppure con due anni di ritardo, il centenario della nascita dell’impresa, la cui carta intestata riporta erroneamente come anno di fondazione il 1824. Nello stesso anno la ditta sposta la sede nella Casa Veratti di corso Vittorio Emanuele, l’attuale corso Matteotti, occupando i locali lasciati liberi dal Calzaturificio di Varese. Nel nome di Achille e di Emilio (1925-1969) Nel 1925 Achille Ghiggini, a causa di malattia, si ritira dall’attività e subentrano quindi i suoi figli, che costituiscono la società di fatto “A. Ghiggini dei F.lli Emilio e Gaetano Ghiggini”. Oltre all’attività di verniciatura e decorazione, l’impresa esercita il commercio al dettaglio di cornici e colori di vario tipo preparati all’interno. Vengono quindi avviati la produzione e il commercio di oggetti artistici e ornamentali realizzati con la famosa “Carta Varese”, oggi di elevato valore antiquario, che prosegue sino all’inizio della Seconda guerra mondiale per cessare quasi in coincidenza con la morte di Achille Ghiggini nel 1941. Negli anni della guerra l’impresa provvede alla verniciatura degli aeroplani militari fabbricati dalla Aermacchi. A partire dal 1945 Achille Ghiggini, nato nel 1926, figlio di Emilio e nipote del primo Achille, inizia a collaborare in azienda, dove svolge un ruolo importante anche la madre, Maria Magni, occupandosi del reparto verniciatura. Il negozio di corso Matteotti è un punto di incontro degli artisti locali, che a volte barattano pennelli e colori in cambio dei loro quadri con i quali la famiglia ha realizzato nel tempo una vera e propria collezione. Nel 1950 muore Gaetano Ghiggini e l’impresa torna alla forma individuale con la denominazione “Achille Ghiggini di Emilio Ghiggini”. Nel 1952 Achille Ghiggini sposa Amalia Rossi, che s’inserisce nell’azienda occupandosi della parte commerciale. Nel 1963 il padre coinvolge il figlio nella gestione dell’azienda ed insieme costituiscono la società “Achille Ghiggini di Emilio & Achille Ghiggini”. Con il boom edilizio degli anni sessanta, l’attività di verniciatura e decorazione si rivolge ai condomini signorili di Varese, mentre si amplia la vendita degli oggetti di arredamento. Alle dimore nobiliari di un tempo si sono ormai sostituite le ville borghesi, come ad esempio la villa Giobbi di Saint Moritz, oggetto di intervento nel 1963. Nel 1968 si ha un nuovo passaggio generazionale: Emilio oramai anziano recede dalla società e Achille prosegue l’attività individualmente sotto la ditta “Ghiggini Achille”, coadiuvato anche dal proprio figlio Emilio – il terzo Emilio alla sesta generazione – che è ancora studente liceale. Nascita e sviluppo della galleria d’arte Ghiggini (1970-1990) Nel 1970 la ditta Ghiggini si trasferisce in via Matteotti 44, all’interno di un prestigioso edificio ottocentesco di quattro piani, che si affaccia anche su via Albuzzi, ristrutturato con progetto degli architetti Luigi Crugnola e Carlo Prevosti. La nuova sede è inaugurata dalla mostra dedicata al pittore di Gavirate Antonio Pedretti: ha così inizio l’attività di galleria d’arte, destinata a contrassegnare tutta la storia successiva dell’impresa, che vede principale protagonista Emilio Ghiggini, il figlio di Achille nato nel 1953. Nel 1974 muore “nonno” Emilio. Allo sviluppo della galleria d’arte si accompagna il declino – dovuto alla difficoltà crescente di reperire nuovi artigiani, sempre più propensi a mettersi in proprio – dell’attività di verniciatura e decorazione, che cessa definitivamente nel 1976. In questi anni la galleria attiva un servizio di consulenza, ancora oggi in essere, per la valutazione dell’autenticità di opere pittoriche possedute da clienti che intendono conoscerne il valore o sottoporle a restauro. Questa attività contribuisce a volte alla scoperta di autori sconosciuti. Laureatosi in storia dell’arte, Emilio Ghiggini acquisisce con l’aiuto del padre una quota importante della società che gestisce la galleria d’arte di via Sant’Andrea di Milano, maturando un capitale di conoscenze e relazioni che, esaurita l’esperienza milanese nei primi anni ottanta, mette poi a frutto per lo sviluppo della galleria di Varese. Questa, che nel 1982 assume la forma giuridica di snc con l’entrata in società di Emilio accanto al padre, dispone di spazi espositivi distribuiti su tre piani. Il primo, al quale si accede attraverso una caratteristica scala elicoidale, è dedicato alle mostre di singoli artisti; il secondo, condiviso con il laboratorio cornici, all’esposizione permanente di dipinti, mobili e oggetti; il terzo, occupato in parte dal magazzino, ospita una sezione di grafica contemporanea degli artisti italiani, di cui viene pubblicato il catalogo. L’attività è suddivisa tra i componenti della famiglia, affiancati da alcuni collaboratori: Emilio segue la galleria d’arte, il padre si occupa principalmente delle cornici, la madre del negozio di oggettistica posto al piano terra dell’edificio. In questi