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Az. agr. Brianza di Spertini Giuseppe

Agricoltura

Agricoltura Azienda agricola Brianza di Spertini Giuseppe DENOMINAZIONE SOCIALE | Azienda agricola Brianza di Spertini Giuseppe FORMA GIURIDICA | Ditta individuale ATTIVITÀ PRINCIPALE | Produzione piante e servizi per il giardinaggio INDIRIZZO | Via S. Fermo, 12 | 21014 Laveno Mombello (VA) CONTATTI | T. 0332-668501 | F. 0332-668501 | www.piantespertini.it Dalle cucine ai vivai (1920-1960) Pietro Spertini nasce a Laveno nel 1900, figlio di un artigiano edile. Inizia da giovane a lavorare come cuoco prima a Milano, poi a Roma e infine a New York. Qui incontra una sarta di origine italiana nata a Londra, Caterina Francino, che sposa nel 1924 . Quattro anni dopo Pietro e Caterina rientrano in Italia, a Laveno, dove nel 1929 nascono il primogenito Luigi e nel 1932 la secondogenita Marta. Tornato nel paese natale, Pietro Spertini abbandona l’attività di cuoco per intraprendere quella di giardiniere e fiorista. Nel 1935 costituisce una ditta individuale per il commercio ambulante di piante, fiori e semi, con sede amministrativa in via San Fermo 4, dove abita la famiglia. Oltre a vendere fiori insieme alla moglie, Pietro gestisce un vivaio-frutteto di proprietà della Società ceramica italiana Laveno, situato sul colle Brianza, che l’impresa utilizza come “sanatorio” per gli operai ammalati di silicosi. Ottenuta nel 1948 la concessione per l’esercizio del commercio in sede fissa di “semi da orto e da fiori, piantine da orto e da fiori, piante da frutto e ornamentali”, nel 1956 Pietro cessa l’attività di commercio ambulante e apre un negozio di vendita in via Labiena 31 che conduce con l’aiuto dei famigliari. Luigi Spertini, compiuti in primis gli studi di agraria e quindi di geometra, inizia a lavorare con il padre, occupandosi dello sviluppo dei vivai e della costruzione di giardini. Nel 1959 entra a far parte dell’impresa paterna e si forma quindi una società di fatto con la denominazione “Orticoltura Pietro Spertini & figlio”. Con il disimpegno del padre, questa cessa l’anno seguente, sostituita dalla ditta individuale “Azienda agricola Brianza di Spertini Luigi”. La nuova impresa dichiara 20 dipendenti, di cui 12 addetti ai vivai e 8 alla sede e al magazzino di via San Fermo. Nel frattempo il negozio di via Labiena viene intestato a Caterina Francino, moglie di Pietro. La progettazione del verde (1961-1990) Nel 1961 Caterina Francino cede la gestione del negozio alla figlia Marta che costituisce la ditta individuale “Spertini Marta”, con sede in via Labiena 35, per la vendita di piante, fiori e semi. Il negozio si afferma anche come luogo di insegnamento dell’arte floristica ai giovani apprendisti, alcuni dei quali diventano poi noti professionisti del settore. Marta Spertini prosegue l’attività sino al 1972, quando decide di andare a lavorare con il marito, titolare dell’impresa “Floricoltura Lago Maggiore” avente sede nella zona. Nel 1962 Luigi Spertini sposa Rosa Monteggia che viene coinvolta nell’attività curando la parte amministrativa: dal matrimonio nascono Giampiero (1963), Marina (1965), Giuseppe (1967) e Carlo (1971). In un contesto territoriale ancora caratterizzato dalla presenza di poche imprese florovivaistiche e dall’ampia disponibilità di terreni agricoli, Luigi Spertini imprime un forte sviluppo alla propria azienda, che aumenta notevolmente le dimensioni fisiche ed economiche. Sorgono a Laveno le nuove serre per fiori ispirate al modello ligure. Si ampliano i vivai di colle Brianza, che raggiungono con il tempo un’estensione di 7 ettari con l’introduzione di coltivazioni di piante acidofile (camelie, azalee, gardenie), maggiormente rispondenti alla domanda e ancora oggi prodotte in azienda. Alcune piante risalenti ai primi anni sessanta raggiungono oggi un’altezza di 5-6 metri. Nasce il sito di Cittiglio – attuale sede operativa dell’impresa – con il suo vivaio al coperto, ma soprattutto trovano impulso, stimolate dallo sviluppo residenziale del periodo, la progettazione, la realizzazione e la manutenzione di giardini e parchi, con l’esecuzione di diverse opere complementari. All’attività produttiva agricola e a quella di arredo e cura del verde si affianca la vendita di piante orticole, da giardino e appartamento. Nel 1975 la sede legale dell’impresa si trasferisce al numero 12 della stessa via San Fermo. Nel 1976, dopo una lunga malattia, muore Pietro Spertini, da tempo ritiratosi dall’attività. dei primi anni settanta, per elevare il livello di specializzazione della manovalanza, Luigi Spertini assume alcuni periti agrari provenienti da altre regioni. Si introducono le nuove tecniche di coltivazione in un lavoro che rimane comunque fortemente caratterizzato dalla manualità e dalla fatica fisica. Negli anni ottanta Luigi Spertini, già socio fondatore nel 1972 del Consorzio florovivaisti varesini, ricopre la carica di consigliere dell’organizzazione sindacale Confagricoltura Varese. La terza generazione: i fratelli Spertini (1991-2000) All’inizio degli anni novanta, l’Agricola Brianza, con i suoi 35 addetti, rappresenta una delle principali aziende florovivaistiche della Lombardia. La clientela generalmente costituita da aziende della filiera e da soggetti privati, si localizza in prevalenza nelle regioni del Nord Italia e in alcuni paesi europei (Svizzera, Belgio, Germania, Inghilterra). Con la morte di Luigi Spertini, avvenuta nel 1992, l’azienda passa per successione ereditaria sotto la ragione sociale “Azienda agricola Brianza degli eredi di Spertini Luigi” alla moglie Rosa Monteggia e ai figli, tra i quali lo stesso Giampiero che, compiuti gli studi universitari in un altro settore e dopo alcune esperienze lavorative, si inserisce nell’impresa di famiglia. Nel 1996 la società viene chiusa e l’attività continua in forma di impresa individuale come “Azienda agricola Brianza di Spertini Giuseppe”, con unità locale a Cittiglio, dove si trova una parte dei vivai e si svolge l’attività di vendita. Nello stesso anno anche Carlo Spertini iscrive alla Camera di commercio di Varese la propria impresa individuale “Piante Spertini di Spertini Carlo”, specializzata nella coltivazione di piante e fiori. Entrambe le imprese, la cui data d’inizio attività risale al 1993, hanno gli uffici in via San Fermo 12 a Laveno. Ciascuno dei fratelli Spertini è responsabile di una specifica area di attività, seppure si tratti di ruoli organizzativi di fatto intercambiabili. Giampiero si occupa dei progetti esterni per la piantumazione e l’arredo degli spazi dedicati al verde. Giuseppe e Carlo entrambi periti agrari con formazione specifica conseguita alla scuola di Minoprio, seguono rispettivamente la gestione del garden

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Gervasini

Agricoltura

Agricoltura Gervasini DENOMINAZIONE SOCIALE | Floricoltura Pasquale Gervasini srl FORMA GIURIDICA | Società a responsabilità limitata ATTIVITÀ PRINCIPALE | Progettazione, realizzazione e manutenzione di verde pubblico, privato e sportivo INDIRIZZO | via Saffi 126 | 21100 Varese CONTATTI | T. 0332-227789 | F. 0332-228802 | www.gervasini.it Santino Gervasini e i suoi figli Antonio e Pasquale (1900-1945) Le ville storiche che con i loro giardini monumentali abbelliscono da secoli la città di Varese e i suoi dintorni sono state anche un importante volano per lo sviluppo economico della città. Nella provincia meno contadina della Lombardia, il settore connesso alla realizzazione e manutenzione del verde ha un peso rilevante nel complesso del comparto agricolo, facendo del territorio varesino uno dei distretti florovivaistici italiani. Quella della famiglia Gervasini e della loro impresa è una storia significativa in quanto si sviluppa per oltre un secolo parallelamente all’evoluzione del territorio e dell’economia varesini. Santino Gervasini (1850-1924) impara fin da giovane a prendersi cura dei fiori e delle piante nelle ville di Sant’Ambrogio Olona, paese d’origine della sua famiglia. Nei giardini dell’epoca si dedicava molta attenzione e molto lavoro alla coltivazione dei fiori, sia in giardino che in serra. Svolto l’apprendistato accanto ai giardinieri più esperti e appreso il mestiere, Santino decide di compiere il passaggio dall’impiego come giardiniere in una singola villa all’attività in proprio, per offrire i propri servizi ad una platea di clienti in rapida espansione. Dal matrimonio di Santino con Emilia Macchi (1850-1909) nascono Antonio (1883-1945), Pasquale (1897-1945) e Vittoria. Dopo un periodo di apprendistato con il padre, nel 1921 i due fratelli costituiscono la loro impresa, la Fratelli Gervasini, con sede in via Sacro Monte 5 a Sant’Ambrogio Olona, comune che verrà accorpato a quello di Varese sei anni più tardi. La loro attività continua ad essere quella di servizio al verde privato, con una specializzazione nella cura delle colture floreali. L’alta professionalità viene sancita da un diploma della Società orticola varesina del 1922, primo dei numerosi riconoscimenti dati all’impresa nel corso della sua attività. L’organico resta relativamente limitato e i lavori sono su scala limitata ma cresce la reputazione del nome Gervasini e i fratelli proseguono in società per vent’anni, fino alla fine del 1940. Con Antonio e Pasquale, impegnati anche nelle attività politiche del Regime, c’è spesso a lavorare anche la sorella Vittoria, detta Vittorina. La divisione del lavoro internamente alla famiglia segue da sempre un criterio preciso: le donne si occupano della vendita dei fiori e delle composizioni floreali, mentre gli uomini seguono i lavori di giardinaggio e i rapporti con i committenti, i lavoratori e i fornitori. Nel 1941 i due fratelli decidono di separarsi e nascono così la Floricoltura Pasquale Gervasini con sede in via Magenta 1, nel centro di Varese e la Floricoltura Antonio Gervasini che rimane in via Oriani a Sant’Ambrogio. Alla morte di Antonio nel 1945, quest’ultima impresa passa alla vedova Maria Daverio e al figlio Santo e prosegue la propria attività fino al 1968 con il nome “Floricoltura Antonio Gervasini di Santo Gervasini”. La famiglia di Pasquale, che ha sposato Rosa Nicolini (1899-1976) nel 1919 si è ampliata negli anni venti e trenta con la nascita di Dante (1922-1944), Franco (1925-1945), Mario (1929-1981) ed Enrico (1937), ma viene decimata nel periodo bellico durante il quale perdono la vita Dante e Franco. Alla morte di Pasquale nell’autunno del 1945 Mario è appena sedicenne e le sorti dell’impresa poggiano sulle spalle della vedova Rosa Nicolini. Rosa Nicolini e i figli Mario ed Enrico (1946-1970) Nell’aprile 1949 l’impresa viene ricostituita da Rosa Nicolini come ditta individuale: Floricoltura Pasquale Gervasini di Nicolini Rosa vedova Gervasini. La sede resta inizialmente quella di via Magenta 1, dove si trova un piccolo negozio di fiori, ma nel corso degli anni vengono aperti altri negozi, vivai e centri per la coltivazione in serre. L’impresa continua la manutenzione del verde nei giardini privati ma sotto la guida di Rosa Nicolini si afferma anche nella vendita di fiori recisi e di composizioni floreali. Nell’affiancamento della madre si sono intanto formati i figli Mario e Enrico, cui si deve il rilancio dell’attività nel settore della realizzazione e manutenzione del verde. Nella scia del cosiddetto boom, l’impresa cresce molto rapidamente, adattandosi alle necessità di un mercato in evoluzione. Integrandosi con la filiera dell’edilizia, la Gervasini si propone per interventi su scala più ampia, sia per la committenza privata che per le pubbliche amministrazioni. Vengono realizzate aree verdi per nuovi complessi residenziali e per insediamenti industriali, ampliando anche l’area geografica di intervento. Grazie ad un rapporto che si consolida negli anni, l’Eni affida alla Gervasini la realizzazione e la manutenzione del verde in numerose aree di servizio autostradali, impianti industriali (Gela, Pisticci, Ferrara) e centri direzionali (Eur a Roma e Metanopoli a San Donato Milanese). Dal 1959, conclusi i lavori di piantumazione di Metanopoli la Gervasini ha mantenuto una sede operativa a San Donato Milanese per gestire più facilmente i lavori nelle aree di Milano e Pavia. Dopo la morte di Enrico Mattei l’impresa realizza e dona all’Eni, su progetto del grande paesaggista Pietro Porcinai, il parco memoriale di Bascapè (Pv). Nel gennaio 1966 i due fratelli entrano in società con la madre e il capitale di 300.000 lire viene suddiviso in parti uguali tra i tre soci. La sede principale era già stata trasferita da alcuni anni con l’abitazione in via Oriani, mentre l’attività commerciale prosegue con un negozio in via Avegno e un chiosco in piazza della Repubblica. L’impresa cresce anche sul piano numerico e il personale impiegato raggiunge un massimo di 80 persone tra gli anni sessanta e settanta. Nel settembre 1970 viene inaugurata la nuova sede in via Saffi alla presenza dell’allora ministro dell’agricoltura Lorenzo Natali. Oltre ad uffici, vivaio e serre, nella nuova sede viene aperto uno dei primi garden center in Italia. Si tratta di un’esperienza pionieristica che darà con gli anni ottimi risultati economici e di immagine. Accanto alla nuova sede viene costruita anche una palazzina a due piani i cui appartamenti vengono assegnati alle famiglie dei capisquadra.

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